Salute e Sociale

A Vicenza è caccia ai lavoratori over 55: assunzioni triplicate

lunedì 28 settembre 2026 Martino Montagna

La crisi demografica cambia il mercato del lavoro vicentino. In meno di vent’anni gli under 25 sono diminuiti di oltre 20 mila unità, mentre le assunzioni di lavoratori con più di 55 anni sono passate da 3.485 a 11.370. Per le aziende l’esperienza diventa una risorsa sempre più necessaria.

I giovani sono sempre meno numerosi e il mercato del lavoro vicentino cambia volto. A occupare uno spazio sempre più importante sono i lavoratori over 55, un tempo considerati una fascia ormai prossima all’uscita dal mondo produttivo e oggi, invece, sempre più ricercati dalle aziende.

A fotografare questa trasformazione è una nuova ricerca del Centro Studi CISL Vicenza, realizzata da Francesco Peron e Stefano Dal Pra Caputo, che analizza gli effetti dell’invecchiamento della popolazione sul mercato del lavoro provinciale. I numeri raccontano un cambiamento netto: dal 2008 al 2025 le assunzioni di persone con più di 55 anni sono più che triplicate, passando da 3.485 a 11.370.

E il dato assume ancora più peso se confrontato con il numero complessivo delle assunzioni, rimasto sostanzialmente stabile: 110.865 nel 2008 contro 112.285 nel 2025. In altre parole, non è semplicemente aumentato il numero di persone assunte: è cambiata profondamente la composizione della forza lavoro.

Gli over 55 rappresentavano appena il 3,1% delle assunzioni nel 2008. Nel 2025 sono arrivati al 10,1%, mentre il dato parziale relativo al 2026 sale già al 10,9%.

«Per primi come Cisl Vicenza avevamo lanciato l’allarme ancora quattro anni fa – spiega il segretario provinciale Raffaele Consiglio – e da allora il tema è emerso in modo sempre più significativo, tanto che ormai è trasversale ai più diversi settori e contesti».

Non solo i 55enni: crescono anche le assunzioni dei più anziani

A trainare il fenomeno è soprattutto la fascia compresa tra i 55 e i 59 anni, che passa da 2.380 assunzioni nel 2008 a 6.550 nel 2025, quasi il triplo.

Ma gli incrementi percentuali più significativi riguardano le fasce ancora più anziane. Le assunzioni tra i 60 e i 64 anni sono aumentate di 4,6 volte, mentre quelle degli over 64 sono quadruplicate.

Un dato che racconta anche quanto sia cambiato il rapporto tra età e occupazione. Se in passato, arrivati ai 55-60 anni, molti lavoratori consideravano conclusa la propria fase di mobilità professionale e difficilmente cercavano una nuova azienda, oggi quella stessa fascia d’età torna a essere pienamente coinvolta nelle dinamiche del mercato.

Non più soltanto lavoratori che resistono fino alla pensione, dunque, ma persone che vengono assunte, cambiano occupazione e rientrano nei normali meccanismi di ricerca e selezione del personale.

Dalla fabbrica alla sanità: il fenomeno attraversa tutti i settori

L'aumento delle assunzioni degli over 55 non riguarda un solo comparto. Il manifatturiero rimane il principale bacino, con 2.975 assunzioni nel 2025, pari al 26,1% del totale degli over 55 e con una crescita del 214,8% rispetto al 2008.

Ma sono altri settori a registrare gli incrementi più spettacolari.

Nella sanità e nei servizi di assistenza sociale le assunzioni degli over 55 sono aumentate del 570,6%. Una crescita praticamente analoga si registra nelle attività artistiche, sportive e di intrattenimento, con un +571,4%.

Più che triplicate anche le assunzioni nelle attività professionali (+366,7%), nella ricettività e ristorazione (+360%) e nei trasporti (+355,9%).

L'unico comparto in controtendenza è la pubblica amministrazione, dove le assunzioni di lavoratori over 55 risultano diminuite del 28,1%.

Anche l'uscita dal lavoro è cambiata

La trasformazione non riguarda soltanto il modo in cui gli over 55 entrano nel mercato del lavoro, ma anche quello in cui ne escono.

Nel 2008 quasi un terzo delle cessazioni relative ai lavoratori over 55 rientrava nella categoria "Altro", una voce riconducibile in larga parte ai pensionamenti diretti. All'epoca, infatti, l'età di uscita dal lavoro era mediamente più bassa e il tasso di occupazione nella fascia 55-64 anni si fermava al 29,7%.

Nel 2025, invece, quella quota è scesa a poco più del 15%. Parallelamente sono aumentate in maniera significativa le cessazioni legate alla fine dei contratti a termine, cresciute del 259%, e i licenziamenti economici individuali, aumentati addirittura del 555%.

Il quadro che emerge è quindi quello di lavoratori senior sempre più inseriti nei normali processi di mobilità occupazionale: vengono assunti, cambiano azienda, terminano un contratto e possono essere nuovamente inseriti nel mercato del lavoro.

Una provincia sempre più anziana

Alla base di questa trasformazione c'è un fenomeno demografico ormai evidente. Tra il 2008 e il 2026 la quota di residenti con più di 65 anni è passata dal 19,2% al 26,1%.

Nello stesso periodo, invece, è diminuita la presenza dei più giovani: la fascia tra 0 e 14 anni è scesa dal 15% all'11,7%, mentre gli under 25 sono diminuiti dell'11%, passando da oltre 212 mila a poco più di 190 mila persone.

Per le imprese significa avere a disposizione una platea sempre più ristretta di giovani da inserire e formare. E, di conseguenza, diventa necessario guardare anche a lavoratori che fino a qualche anno fa venivano considerati troppo avanti con l'età per un nuovo ingresso o un cambio di azienda.

L'esperienza torna a essere un valore

È proprio questo, secondo la CISL Vicenza, uno degli aspetti più interessanti della trasformazione in corso. La maggiore attenzione verso gli over 55 non sarebbe legata soltanto alla difficoltà di reperire giovani lavoratori, ma anche alla crescente consapevolezza del valore dell'esperienza maturata.

«La nostra ricerca dimostra che oggi la vera discriminante è la competenza, non più l'età», sottolinea Consiglio.

Il passaggio, secondo il sindacato, richiede però anche nuovi strumenti: formazione continua, politiche attive del lavoro e adeguate tutele per accompagnare una popolazione lavorativa destinata a invecchiare ulteriormente.

Perché i numeri fotografano già il presente, ma indicano soprattutto una questione destinata a diventare ancora più urgente. Se oggi le aziende possono contare sulla crescente disponibilità di lavoratori over 55, nei prossimi anni anche questa fascia tenderà progressivamente a uscire dal mercato del lavoro per raggiunti limiti di età.

La partita, quindi, non riguarda più soltanto come occupare i giovani che mancano. Riguarda anche come valorizzare, aggiornare e trattenere più a lungo chi nel mercato del lavoro ha già accumulato decenni di esperienza.

A Vicenza, intanto, il cambiamento è già nei numeri: gli over 55 non sono più una presenza marginale, ma una componente sempre più consistente delle nuove assunzioni.

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