martedì 30 giugno 2026 Martino Montagna
I sindaci dell’Alto Vicentino tornano a contestare con forza il progetto del nuovo Tribunale della Pedemontana con sede a Bassano, ribadendo il loro “no” a quella che definiscono un’imposizione calata dall’alto e non condivisa con i territori interessati. Nel corso di un incontro svoltosi a Thiene, i primi cittadini hanno incontrato il deputato Erik Pretto e il senatore Pierantonio Zanettin, ai quali hanno rappresentato nuovamente le criticità di un piano giudicato inefficiente e lontano dalle reali esigenze organizzative della giustizia.
Secondo gli amministratori locali, il progetto non solo non migliorerebbe il funzionamento del sistema giudiziario, ma rischierebbe di peggiorarlo, ignorando le valutazioni tecniche e operative già espresse da esperti del settore. La principale accusa riguarda però il metodo: una totale mancanza di confronto istituzionale e di ascolto verso un territorio che, attraverso 27 sindaci già nel marzo 2025 e successivamente nel maggio 2026, aveva formalmente espresso le proprie perplessità senza ricevere risposte dal Ministero della Giustizia.
Nel comunicato emerge anche la preoccupazione per la frammentazione dell’Alto Vicentino, che verrebbe “smembrato” tra diversi circondari giudiziari, dividendo i comuni tra Bassano e Vicenza. Una scelta che, secondo i sindaci, colpirebbe un territorio storicamente coeso e collaborativo, penalizzando cittadini, imprese e lavoratori. Da qui il nuovo appello rivolto a Roma: essere ricevuti e ascoltati prima che vengano adottate decisioni definitive.
La richiesta finale è netta: nessuna decisione calata dall’alto su un assetto giudiziario considerato strategico per il territorio, ma un processo basato su confronto, trasparenza e valutazioni oggettive. “Non chiediamo privilegi, ma rispetto istituzionale”, ribadiscono i sindaci, che parlano di una battaglia di dignità per l’intero Alto Vicentino.