lunedì 4 maggio 2026 Valentina Ruzza
AREZZO – Gara decisa per letture, gestione delle seconde palle e capacità di attaccare l’errore. Il Vicenza passa 5-2 al “Città di Arezzo” dentro una partita che, al netto del punteggio, evidenzia soprattutto una superiorità organizzativa: più pulito nelle uscite, più lucido nelle scelte negli ultimi 30 metri, più reattivo nelle transizioni.
L’Arezzo prova a partire alto, con un primo pressing che produce l’occasione di Costa al 4’, ma è un picco isolato. Il Vicenza costruisce con pazienza, alternando uscita corta e ricerca della verticalità su Rada, bravo a occupare la zona tra terzino e centrale. È proprio da quella zona che nasce l’1-0 al 36’: Carraro trova la linea di passaggio interna, Rada attacca il corridoio e sulla respinta corta di Renzi è Morra il più rapido a leggere la seconda palla.
Il raddoppio, quattro minuti più tardi, è un episodio che però conferma un tema: pressione immediata e attacco diretto sull’errore. Il retropassaggio di Gigli viene intercettato da Morra, che trasforma senza dover costruire.
Nella ripresa il Vicenza mantiene il controllo posizionale, senza abbassarsi. La linea di centrocampo resta corta, le distanze tra i reparti sono sempre gestite, e l’Arezzo fatica a trovare linee pulite tra le linee. Dopo un gol annullato a Rauti per fuorigioco, il 3-0 al 67’ è ancora figlio di una sequenza tipica: riaggressione, conclusione, seconda palla. Trombini salva due volte, ma sulla terza Stuckler chiude l’azione.
Il 3-1 di Gigli al 71’ nasce da palla inattiva, uno dei pochi momenti in cui il Vicenza concede qualcosa, ma la reazione è immediata: al 75’ Stuckler segna il 4-1 con una conclusione al volo su sviluppo rapido, sfruttando ancora una disorganizzazione della linea difensiva amaranto.
Nel finale la partita si apre solo per episodi: l’autogol di Capello all’89’ e quello di Casarosa al 93’ portano il punteggio sul 5-2, ma non incidono sull’analisi complessiva.
Il dato rilevante è nella gestione: il Vicenza ha vinto tutte le fasi determinanti – costruzione, transizione, rifinitura – con una costanza che, in un triangolare, pesa più del risultato largo. Ha concesso poco su sviluppo manovrato, ha colpito sistematicamente sulle seconde palle e ha trasformato gli errori avversari in vantaggio immediato. Una prestazione che parla di struttura più che di episodio. E che, inevitabilmente, sposta gli equilibri della Supercoppa.