Banche venete, la protesta dei risparmiatori e gli auspici di Confindustria

Banche venete, Unione Europea, fisco e burocrazia. Questi i temi principali affrontati ieri durante l’assemblea di Confindustria Vicenza in Basilica Palladiana. In merito alla discussione in corso sul decreto BpVi e Veneto Banca, il presidente Luciano Vescovi auspica che non ci siano sorprese che rimettano in discussione tutto, quindi chiede che si riparta da un nuovo rapporto tra banca e impresa. Il presidente nazionale degli industriali, Vincenzo Boccia, ha rimarcato come l’Italia sia seconda in Europa pur tra problemi di fisco, costo del lavoro e lentezza della giustizia. “Se fossimo in grado di rimuovere anche solo alcuni di questi lacci – ha detto –, saremmo i primi al mondo”. Applausi scroscianti per l’ex premier Enrico Letta che ha esortato gli imprenditori a spingere verso una tassazione unica in Europa e ha elogiato la qualità degli italiani a riuscire sempre a trovare una soluzione di fronte ai cambiamenti improvvisi.

 

A proposito del decreto sulle banche venete, ieri una delegazione di un centinaio di risparmiatori ha protestato prima a Palazzo Trissino poi davanti alla Prefettura di Vicenza. I piccoli soci chiedono che il decreto venga modificato perché propone un trattamento iniquo tra i vari soggetti coinvolti. Il sindaco Achille Variati, dopo aver ascoltato le loro richieste, ha scritto al premier Gentiloni. “Il Decreto venga cambiato considerando, oltre gli interessi e la tenuta del sistema bancario italiano, anche i diritti legittimi degli azionisti-risparmiatori”, si legge nella lettera. Il primo cittadino sarebbe pronto a un gesto significativo qualora la missiva venisse disattesa.

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