A Caldogno democrazia a rischio: il Sindaco nega sale riunione all’opposizione!

Negato spazio pubblico per discutere coi cittadini del progetto Green City. Le opposizioni costrette a convocare un’assemblea pubblica in un ristorante! – Negli stessi orari vuote e a luci spente ben tre sale pubbliche!

Martedì 21 marzo in serata i consiglieri comunali di Caldogno Futura e del M5S di Caldogno hanno convocato un’assemblea pubblica per discutere con i cittadini del Progetto Green City, un piano di urbanizzazione residenziale e commerciale lungo la ex statale per Villaverla poco a Nord del “Botteghino”. Ampia la partecipazione: si sono contate quasi 100 persone. Una serata molto interessante che ha permesso a molti cittadini di chiarirsi le idee grazie anche alla disponibilità di un architetto, un ingegnere e un avvocato che si sono studiati per bene il progetto.
Ovviamente i consiglieri di opposizione sono contrari alla realizzazione del progetto che viene sostenuto dalla maggioranza ed è in attesa delle valutazioni ambientali che giungeranno dalla Regione del Veneto.

Fino a qui una vicenda di normale amministrazione e di contesa politico-amministrativa democratica.

La notizia grave è che il capogruppo di Caldogno Futura Marco Lunardi e la capogruppo del Movimento 5 Stelle Marilì Lunardello, hanno dovuto svolgere l’assemblea al ristorante che ha sede al piano terra del MOSS (centro sportivo privato con palestra e piscina) di fronte allo stadio, quindi in un luogo privato, gestito privatamente.

Il Sindaco infatti ha negato qualsiasi sala pubblica per l’evento asserendo, a detta degli organizzatori, che del Green City se n’era discusso abbastanza in Consiglio comunale. Quindi i due consiglieri hanno optato per una sala del centro comunitario della Parrocchia di Caldogno di fianco alle scuole medie.
A due giorni dall’incontro la Parrocchia ha comunicato l’impossibilità di realizzare l’assemblea pubblica in quel luogo. Per quale motivo? probabilmente per convenienza politica …

Alla fine per recuperare la serata “in zona Cesarini” è rimasta l’ultima opzione: il ristorante.

I tecnici: da sinistra l’arch Bruno Sbalchiero, l’ing Emo Fontana e l’avv AnnaMaria Fabris.

Da segnalare che quella sera erano libere le principali sale pubbliche di proprietà comunale: l’aula del consiglio comunale al piano terra del Municipio, il piano nobile della villa Caldogno, la sala delle barchesse di villa Caldogno!

C’è da chiedersi: perché il Sindaco non ha concesso un luogo pubblico alle opposizioni in Consiglio comunale?
E’ lecito che il primo cittadino avendo a disposizione comunque delle sale faccia questo?

Che cosa significa per un Sindaco essere garante della democrazia nell’ente locale che amministra?

A ben vendere ci sarebbero politicamente gli estremi per chiederne le dimissioni!

Il direttore di Radio Vicenza
Francesco Brasco

CondividiShare on FacebookTweet about this on Twitter