Fine del percorso culturale e partecipativo per rigenerare la Fabbrica Alta di Schio

Una giornata di festa con la città conclude sabato 10 marzo il percorso di partecipazione e rigenerazione culturale urbana “FabricAltra”. Un progetto che dalla scorsa primavera – accompagnando il 200° anniversario dalla costituzione della Lanerossi – ha coinvolto associazioni e cittadini scledensi, sollecitati a immaginare nuova vita e nuove funzioni per la Fabbrica Alta di Schio, il “gigante risvegliato”, con momenti di confronto e di scambio e interventi di artisti.

 FabricAltra è un progetto promosso dal Comune di Schio insieme alla Fondazione Teatro Civico di Schio, con il coordinamento scientifico del Laboratorio di management dell’arte e della cultura dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Sabato si parte il pomeriggio alle ore 16.30 proprio alla Fabbrica (via Pasubio), con i saluti istituzionali di apertura per poi procedere a un breve momento di restituzione pubblica delle azioni di FabricAltra intitolato “Cosa abbiamo fatto, dove siamo, dove andiamo da qui?”, in cui troveranno spazio anche gli interventi della comunità locale.

In parallelo, alle ore 16.45 la performance “Stratificazioni”, che diventerà un video, degli studenti della 3B del liceo artistico Martini di Schio, coinvolti nel progetto insieme ai loro insegnanti: in una sala interna dell’edificio i ragazzi procederanno a un intervento di cancellatura dell’enorme disegno a grafite, da loro realizzato, rappresentante una parte della Fabbrica in dimensioni reali. Con il colore bianco infatti scriveranno, cancellando via via il colore sottostante, l’articolo 1 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, in differenti lingue. Sono ad opera degli studenti anche i due pannelli artistici che raccontano l’edificio, affissi in queste settimane nel parcheggio antistante.

Il testimone della giornata passa poi agli artisti sperimentali e multimediali (musicisti, videoartist, programmatori,…) che da gennaio hanno saputo risvegliare corpo e anima del “gigante addormentato”. Selezionati tra una trentina di candidati – da tutto il mondo, dal Messico a Taiwan, in risposta alla call di “Deus Ex Fabrica”, progetto del collettivo di artisti D20 -, in nove hanno così fatto “reagire” i cinque piani e cinquanta finestre della Fabbrica Alta, inviando, tramite un software innovativo creato ad hoc, input e sollecitazioni allo storico edificio di archeologia industriale trasformato così in un enorme strumento sonoro e visivo. Gli artisti hanno potuto creare composizioni uniche e site-specific, utilizzando il carillon meccanico costruito dal collettivo D20 con materiali reperiti nelle stanze abbandonate dell’edificio: una macchina del suono, con martelli che percuotono pezzi di telaio, bracci meccanici che sfregano lamiere, martelletti che fanno risuonare vecchi trofei ritrovati negli uffici. Allo stesso modo la facciata della fabbrica è diventata un gigantesco ledwall sulla quale far apparire scritte, luci colorate ed elementi grafici.

Appuntamento dunque alle ore 18, nel piazzale della Fabbrica: primi a presentarsi al pubblico, e a donare ai presenti un loro brano in anteprima, saranno proprio quattro artisti scledensi, in residenza online nella settimana seguente. Sono i giovani universitari (Accademia di Belle arti di Venezia e Conservatorio di Vicenza) Jacopo Brunello, Mattia Tagliapietra, Riccardo Persico e Filippo Ballico, riunitisi proprio con l’obiettivo di partecipare alla call lanciata dal progetto. La loro ricerca artistica si focalizza a considerare la Fabbrica non solo come agglomerato di materia fisica, ma come insieme di ritmo, movimento e produzione e il loro intervento si baserà sull’improvvisazione.

Alle ore 18.30 la proposta di una selezione dei brani creati appositamente per ridare vita all’edificio: dalle interferenze tra ambiente, oggetti e sensori per generare suoni e visuals di Juan Duarte (Messico), alla musica generativa di Ryan Carlile (Usa), fino ad Åke Parmerud (Svezia) con un intervento visuale basato sul “downsampling video”; alle riprese video in 16mm di Eric Steward (Usa) tramite multiesposizione riadattate al ledwall della Fabbrica.

E ancora la performance di Robert Lisek (Polonia), che mette insieme storytelling, musica sperimentale, intelligenza artificiale; il dialogo tra natura, uomo e macchina rievocato dal duo triestino SLUM; e dal Veneto il duo LSKA e Alessandro Martinello propone una ricerca tra suoni e luci, una mappa verticale fatta di persone, case e nature selvatiche e di telai che producono composizioni. Infine, l’esibizione dell’artista newyorchese attualmente in residenza online: Hannah Davis, programmatrice, data scientist e musicista.

All’interno della Fabbrica, in un “video corner” appositamente allestito al piano terra, durante tutto il pomeriggio saranno proiettati i videomessaggi di presentazione inviati da ciascun artista.

Infine, l’opportunità per il pubblico di sperimentare in prima persona e in modo semplice e intuitivo (tramite un tablet a disposizione) il dialogo possibile con la Fabbrica: ciascuno potrà illuminarla, azionare il carillon meccanico e farla risuonare; la festa si conclude alle 19 con un aperitivo aperto a tutti i partecipanti.

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