Il geniale chef Pierangelini per la lectio magistralis del Master cuochi all’ESAC di Vicenza

Il Master della cucina italiana ha chiuso venerdì scorso 15 giugno 2018  la prima parte del corso 2018, vale a dire i 5 mesi di lezioni teoriche e pratiche svolte al Centro Formazione Esac di Creazzo (VI), con la Lectio magistralis di uno chef d’eccezione: Fulvio Pierangelini.

Lusingati per averlo con noi al Master, il solitario cuoco della cucina Italiana, colui che preferisce il silenzio ai festeggiamenti, apprezzato protagonista invidiatoci persino dai Francesi, conferma l’assente scenicità e la molta sostanza di questa scuola, per tanti versi unica in Italia. Lo chef Pierangelini è quindi la persona assolutamente ideale per una Lectio magistralis  intitolata  “Oltre l’immagine”, il tema che ha fatto da filo conduttore al programma didattico del corso 2018.

Il Master della Cucina Italiana, anche nella sesta edizione, ha infatti cercato soprattutto di infondere solide basi professionali e motivazioni ai suoi 14 allievi (13 ragazzi e una ragazza). La brigata, sotto l’attenta guida del resident chef Alfredo Chiocchetti, ha svolto lezioni con i migliori chef e pasticceri italiani e i maggiori professionisti della ristorazione di qualità.
L’esperienza così acquisita, tra aule, cucina e laboratori, si può riassumere in un percorso fitto di stimoli e di informazioni, di base e innovative; di stili diversi di cucina e pasticceria; di “ascolto” e di ricerca degli ingredienti, imparando anche da chi di mestiere riesce a creare emozioni con un profumo, un vino, la scrittura, la danza… Un percorso per “aprire il pensiero ”, come recita lo slogan del Master della Cucina Italiana fin dalla prima edizione del 2013.

In quest’ottica, che da sempre contraddistingue il corso, il Comitato scientifico – composto da Sergio Rebecca (presidente di Esac Spa), Massimiliano Alajmo (chef 3 Stelle Michelin), Mauro Defendente Febbrari (medico e nutrizionista) Raffaele Alajmo (Ceo di Alajmo Spa) e Ernesto Boschiero (AD di ESAC Spa) – per l’edizione 2018 ha coinvolto 51 docenti, 23 chef per un totale di 30 stelle Michelin e nuovi “contributi” al collaudato Team di esperti e professionisti, come: lo chef Norbert Niederkofler, che ha recentemente conquistato tre stelle Michelin; Davide Di Fabio, sous chef dell’Osteria Francescana; i pasticceri Andrea Besuschio e Antonio Mezzalira; la giornalista Anna Scafuri per le lezioni di comunicazione; Alessandro Tomberli, maître dell’Enoteca Pinchiorri.

Oggi, dunque, gli allievi del corso 2018 si congedano dal Centro di Formazione Esac, e dal Master, per iniziare presto l’esperienza del tirocinio presso i ristoranti degli chef docenti, o in altri prestigiosi locali italiani, che completerà la loro formazione. In questa giornata agli allievi viene infatti consegnato il Bilancio delle competenze, mentre l’attestato di frequenza del Master della Cucina Italiana 2018 verrà loro rilasciato solo dopo la conclusione del tirocinio previsto nel piano di studi (in cartella stampa l’elenco di ristoranti che ospitano gli allievi).

L’esperienza acquisita con le varie edizioni del Master testimonia che è proprio dopo lo stage che per ciascun allievo si apre il sipario sulle opportunità tra cui individuare quelle più consone al proprio percorso di vita professionale. Così come lo è stato per tanti ex allievi, oggi brillantemente impegnati nel settore della ristorazione; è il caso, per fare solo due esempi, di Cristian Fagone che da qualche anno gestisce con successo un suo ristorante a Bergamo; o di Giuseppe Torcasio, allievo della scorsa edizione, che ha aperto di recente un ristorante a Lamezia Terme con un gruppo di altri ragazzi; o di chi ha continuato la propria esperienza negli stessi ristoranti in cui ha svolto il tirocinio, entrando a far parte stabilmente della brigata di cucina.
Infatti, molti allievi del Master vantano esperienze, solo per citarne alcune, a “Le Calandre” e “La Montecchia” della famiglia Alajmo, all’ “Osteria Francescana” con lo chef Bottura; a “Dal Pescatore” della famiglia Santini o al ristorante “Aimo e Nadia”, con gli chef Pisani e Negrini, al “Miramonti l’Altro” con lo chef Leveillé, Casa Perbellini o il Dopolavoro Dining Room dello chef Perbellini, o, ancora, per stare più sul nostro territorio, a “La Peca” con lo chef Portinari, “Aqua Crua” con lo chef Baldessari e “La Tana Gourmet” con lo chef Dal Degan. C’è anche chi, dopo il Master, è “volato” all’estero e ha in curriculum nomi importanti come il pluripremiato “El Celer De Can Roca” di Girona, l’ “Heart” di Ibizia fondato dai fratelli Adrià nel 2015; oppure, nel settore dell’hotellerie, al 5 stelle “Baddrut’s Palace Hotel” di Saint Moritz o al “The Shangay Edition” di Shangai, e altri ancora.

L’elenco potrebbe essere ancora lungo, a conferma del fatto che chi frequenta il Master della Cucina Italiana, non solo ha la possibilità di apprendere da affermati professionisti, ma ha l’opportunità di entrare nel circuito dell’alta ristorazione, a livelli difficilmente raggiungibili con un normale percorso di formazione e autoformazione.
Oltre a questo, il Master contribuisce – ed è questo il compito primario – a formare le nuove leve della cucina italiana che possono dare un futuro alla ristorazione di qualità. In questo progetto, un doveroso ringraziamento va rivolto non solo agli allievi, ma anche a coloro che sostengono il Master della Cucina Italiana finanziando alcune borse di studio: Banca Mediolanum, l’azienda di distribuzione alimentare Rader Spa e l’associazione Le Soste di Ulisse.

L’edizione 2019 del Master della Cucina Italiana prenderà il via il prossimo 14 gennaio e le candidature per la nuova brigata di allievi, che possono essere effettuate on line sul sito www.mastercucinaitaliana.it, sono già aperte.

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