La Bella e la Bestia in danza domenica 5 marzo alle 18 al Teatro Comunale di Vicenza

Sono ripresi col mese di marzo gli appuntamenti della stagione di Danza del Teatro Comunale di Vicenza, VicenzaDanza XXI edizione, con una nuova produzione di grande prestigio: sabato 4 marzo alle 20.45 e domenica 5 marzo alle 18.00, il Malandain Ballet Biarritz, porterà in scena “La Bella e la Bestia” un balletto di grande fascino ed eleganza, interpreti i danzatori della prestigiosa compagnia francese, su coreografia di Thierry Malandain e musica di Piotr Ilitch Tchaikovski.

L’incontro con la Danza che si svolge abitualmente nel Foyer prima dello spettacolo, sarà curato nelle due date (sabato alle 20.00 e domenica alle 17.00) da Maria Luisa Buzzi, giornalista, studiosa e critico di danza, direttore di “Danza&Danza”, la più autorevole testata italiana specializzata, punto di riferimento per gli appassionati e gli operatori. Presidente del Premio Danza&Danza, Buzzi è direttore della testata online danzaedanzaweb.com; nel 2013 ha ideato e lanciato la prima app per smartphone e tablet gratuita dedicata alla danza: danzadove.

“La Bella e la Bestia” è stato presentato in anteprima al Teatro dell’Opera di Versailles nel dicembre 2015 ed ha debuttato in prima mondiale alla Biennale della Danza di Lione in settembre, ottenendo un consenso unanime di critica e di pubblico. Le Figaro lo ha definito “un balletto di una bellezza toccante, con una profusione di invenzioni coreografiche che inserisce a pieno diritto, e senza dubbio alcuno, Thierry Malandain sul podio dei coreografi francesi”.  Lo spettacolo sarà in Italia in pochissime date, dopo Vicenza sarà al Teatro Verdi di Pordenone martedì 7 marzo.Si tratta di una co-produzione internazionale a cui ha partecipato anche la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza; scene e costumi sono di Jorge Gallardo, il disegno luci  è curato da Francis Mannert, la realizzazione dei costumi è di Véronique Murat mentre la realizzazione di scene e accessori è di Frédéric Vadé; le maschere sono realizzate da Annie Onchalo.

Raffinatissimo, come tutti lavori del coreografo francese che dà il nome alla Compagnia, il balletto per 22 danzatori, di chiara matrice neoclassica, si ispira alla versione surrealista del film del 1946 di Jean Cocteau. La messa in scena è minimalista e rigorosa, permeata di un alto grado di simbolismo in cui la Bella incarna l’animo umano e le sue fragilità, mentre la Bestia rappresenta la forza vitale e gli istinti primordiali. Solo alla fine del confronto, potrà esserci una sintesi dei due opposti e naturalmente un lieto fine, come si conviene ad una fiaba. Parlando del suo ultimo lavoro, il coreografo spiega: “Unità perduta o natura umana straziata, comunque sia, sulle pagine di alcune sinfonie di Tchaïkovski lo spettacolo richiama un po’ la formula del “teatro nel teatro”. Nella nostra versione la Bestia liberatasi dai suoi demoni interiori sposerà la Bella in una giornata di sole splendente, entrambi abbagliati dallo splendore del bello sulla ridente menzogna del caso”.

Per questa creazione de “La Bella e la Bestia” Thierry Malandain, il più talentuoso coreografo neoclassico francese, ha colto la sfida ispirandosi non solo al film omonimo di Jean Cocteau, ma anche alla riduzione originale del racconto della scrittrice Jeanne-Marie Leprince de Beaumont: sulle note della Sinfonia n. 6 di Tchaikovski, la Patetica, Malandain trasfigura gli elementi simbolici del racconto (l’amore, la rosa, la chiave, il cavallo, lo specchio, il guanto) facendoli diventare, attraverso la forza creatrice dell’amore, in grado di rivelarli e trasformarli, i punti di riferimento entro cui tessere la trama coreografica dei gesti, tutta volute e arabeschi, slanci e riprese, pensati sia per l’ensemble che nei passi a due. Le originalissime scelte scenografiche,

indicano i passaggi da un quadro coreografico all’altro, come si trattasse di girare le pagine di un libro prezioso, mentre i costumi sontuosi di Gallardo rendono omaggio alla poesia del film di Cocteau. Sospeso tra le categorie della danza narrativa e del balletto astratto, il coreografo non sceglie e preferisce utilizzare entrambi i registri con lo stesso slancio, quello dell’ispirazione dell’artista da un lato e quello dell’amore, della bellezza e della fascinazione dall’altro.

Gli straordinari interpreti in scena sono Ione Miren Aguirre, Raphaël Canet, Mickaël Conte, Frederik Deberdt, Romain Di Fazio, Baptiste Fisson, Clara Forgues, Michaël Garcia, Irma Hoffren, Miyuki Kanei,Mathilde Labé, Hugo Layer, Guillaume Lillo,Claire Lonchampt, Nuria López Cortés, Arnaud Mahouy, Ismael Turel Yagüe, Patricia Velázquez, Allegra Vianello , Laurine Viel, Daniel Vizcayo, Lucia You González.

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