“Le avventure di Numero Primo”, il nuovo spettacolo di Marco Paolini e Gianfranco Bettin, al TCVI giovedì 18 e venerdì 19 gennaio

Ripresa alla grande per la Stagione di prosa al Teatro Comunale di Vicenza: giovedì 18 e venerdì 19 gennaio alle 20.45 sarà in scena il nuovo lavoro teatrale di Marco Paolini e Gianfranco Bettin “Le avventure di Numero Primo” interprete lo stesso Paolini. Lo spettacolo, che ha debuttato in forma di studio nell’autunno del 2016, è una produzione Jolefilm; si presenta come “un racconto teatrale, e un romanzo, una scusa per porsi delle domande nel presente, senza la pretesa di leggere il futuro” come si legge nella presentazione degli autori. Come tutti i lavori di Marco Paolini, è già un successo e per le due date di Vicenza al Comunale i biglietti sono esauriti, disponibili solo in caso di rinuncia dei possessori.

Come di consueto lo spettacolo sarà preceduto dall’Incontro a teatro che si terrà nella Sala del Ridotto, giovedì 18 gennaio alle 19.30 e venerdì 19 gennaio alle 20.00, condotto da Antonio Stefani, giornalista di teatro e musica, firma storica del Giornale di Vicenza che approfondirà con il pubblico il tema del rapporto dell’uomo con le nuove tecnologie, su cui si basa il racconto teatrale, collegandolo anche alla più recente drammaturgia di Marco Paolini. All’incontro, realizzato in collaborazione con il Giornale di Vicenza, giovedì sera sarà presente anche Michela Signori, responsabile di produzione di Jolefilm (la “casa delle idee” e dei lavori di Marco Paolini), mentre venerdì 19 (alle 20.00) Marco Paolini passerà per un saluto al pubblico presente all’Incontro.

“Le avventure di Numero Primo” – titolo del lavoro che è anche un romanzo edito da Einaudi Stile Libero – rappresenta la prima parte di un esperimento teatrale in tre capitoli, trilogia e studio per un nuovo Album; è un racconto di fantascienza, o meglio ancora un racconto di un futuro immaginato nel prossimo ventennio, dove la tecnologia andrà a permeare l’intera società avendo la meglio anche sugli ultimi recalcitranti essere umani. E questo soprattutto in nome dei figli, perché è proprio l’amore per i figli alla base di questo insolito racconto teatrale. Ma è anche un racconto di formazione, protagonisti Ettore, fotografo di guerra freelance, e Nicola, il figlio adottivo arrivato via Internet che preferisce farsi chiamare Numero Primo, figlio di madre incerta. Una storia classica con molte prove da superare, e una storia fantastica che nasce dall’immaginazione ma si fonda sul confronto con le conoscenze della fisica, della biologia, delle neuroscienze e della robotica, il tutto ambientato tra Mestre e Belluno.

In scena per quasi due ore Marco Paolini è il narratore di questo “esperimento di fantascienza teatrale” con il compito di rendere credibili cose che saranno realizzate nel futuro, ad oggi ancora inverosimili. Le domande su questo scenario, ipotetico ma realistico, da cui sono partiti i due autori, sono le classiche “Qual è il rapporto di ciascuno di noi con l’evoluzione delle tecnologie? Quanto tempo della nostra vita esse occupano? Quanto ci interessa sapere di loro? Quali domande ci poniamo e quali invece no a proposito del ritmo di adeguamento che ci impongono per stare al loro passo? Quanto sottile è il confine tra intelligenza biologica e intelligenza artificiale? Se c’è una direzione c’è anche una destinazione di tutto questo movimento?”

Le risposte diventano la bussola per orientarci in questo spettacolo, un’umanissima e appassionata storia sul rapporto padre-figli ambientata nel futuro digitale, una favola che apre a scenari fino a poco tempo fa impensabili, una sorta di “Blade Runner” all’italiana come è stata definita da voci autorevoli.

Le immagini e la scenografia dello spettacolo sono di Antonio Panzuto, le musiche sono state composte ed eseguite da Stefano Nanni con Mario Brunello al cello e il Coro Giovanile Città di Thiene; audiovisivi e luci sono di Michele Mescalchin, mentre le elaborazioni sonore sono a cura di Emanuele Wiltsch e l’interaction design sono di Enrico Wiltsch.

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