L’Enaip Veneto festeggia 65 anni con la proposta di un patto per la responsabilità sociale

LABORATORIO DI CARROZZERIA, PADOVA, 2011 / ENAIP

Formare le competenze professionali dei giovani, anche combattendo l’abbandono scolastico, riqualificare quelle dei lavoratori, fungere da cinghia di trasmissione per l’innovazione di prodotto e di processo (in particolare per un comparto strategico per il Veneto come il manifatturiero), infine essere incubatore d’impresa. A tutte queste funzioni risponde da più di sei decenni Enaip Veneto, ente di formazione professionale delle Acli, che ha celebrato 65 anni di vita e di storia riunendo all’orto Botanico di Padova oltre 200 “amici”, tra presidenti e responsabili delle principali associazioni di categoria, imprenditori, politici e amministratori locali, operatori della formazione, rappresentanti dei sindacati, dell’associazionismo e del mondo ecclesiale.

Nato negli anni della necessaria e faticosa ricostruzione postbellica su sollecitazione proprio di alcuni imprenditori illuminati e della Chiesa di Padova, Enaip Veneto vede la posa della prima pietra del primo centro nel giugno del 1952, a Padova, per mano dell’allora ministro del lavoro e della previdenza sociale Leopoldo Rubinacci. Da allora, la sua è la storia di un ente che ha saputo e sa misurarsi con i cambiamenti: da subito a servizio dei lavoratori, ben presto fortemente attento alla formazione dei giovani, da sempre in dialogo con le imprese del territorio, le istituzioni, le forze sociali.

Sei decenni dopo Enaip Veneto, il maggiore ente di formazione professionale del Veneto, è diffuso capillarmente nella regione con 20 centri presenti in tutte le province. Una importante e salda impresa, al cui interno trovano oggi impiego circa 850 persone, tra dipendenti (350) e collaboratori, e che negli ultimi dieci anni ha maturato un fatturato medio annuo di circa 24 milioni di euro.

Sono 4.000 i giovani studenti iscritti ai 180 corsi di formazione professionale a qualifica triennale, nei settori agroalimentare, meccatronica, meccanica auto, ristorazione e turismo, servizi per il benessere, commercio e servizi. Percorsi ai quali oggi si affiancano quelli del sistema duale: una modalità formativa “on the job” che permette di alternare il 50% delle ore di lezione in aula al restante 50% in azienda. Sono ragazzi che a un anno dal conseguimento della qualifica trovano lavoro, nella maggior parte dei casi coerente col percorso di studi. A questi dati importanti si aggiungono gli oltre 7.000 adulti che nel solo 2016 si sono rivolti all’ente chiedendo servizi di politiche attive per il lavoro e formazione.

È con la forza significativa di questi numeri che Enaip Veneto tocca il traguardo dei suoi 65 anni, ma anche con un sistema di relazioni e di sinergie fitto e consolidato sul territorio. Un sistema che oggi Enaip vuole rendere più forte e saldare intorno a un patto” col mondo economico produttivo, le forze sociali e le istituzioni, per lavorare insieme alla costruzione del Veneto di domani. E la proposta, lanciata nel corso dell’evento attraverso un “manifesto”, nasce da parte di Enaip dalla consapevolezza di avere alle spalle radici salde e una storia importante, e un dna che possiede in sé iscritta la spinta al dialogo continuo con le imprese e il territorio. «Come negli anni della nascita dell’ente e dei primi centri – sottolinea Giorgio Sbrissa, amministratore delegato dell’ente –, c’è bisogno anche oggi di alleanze forti per disegnare le direttive di un nuovo sviluppo. Così come allora, Enaip è presente e accoglie la sfida, perché sa di poter dare un rilevante contributo, e per questo ribadisce il proprio ruolo: non solamente in termini di formazione professionale e innovazione delle competenze, ma anche di valorizzazione del capitale umano, di inclusione e coesione sociale. È il nostro contributo a quel “Veneto oltre” a cui stanno lavorando le dieci organizzazioni venete riunite nel progetto #arsenale2022, che vede peraltro largamente riconosciuto il ruolo della formazione. L’appello che rivolgiamo alla nostra rete è dunque di dare più forza e significato alle nostre relazioni catalizzandole intorno al senso di una “responsabilità sociale di comunità”, da condividere per il bene del territorio».

La serata si è snodata in un incrocio continuo di passato e presente, con lo sguardo teso  al futuro: una vera e propria “narrazione”, scandita da testimonianze, immagini e musica. A fare gli onori di casa insieme a Giorgio Sbrissa, in apertura, l’amministratore delegato di Enaip nazionale Antonino Ziglio.

Nel corso della serata è stato anche presentato il nuovo libro “Essere nel lavoro”, pubblicato proprio in occasione di questo anniversario e firmato da Giuseppe Gottardo insieme al giornalista Roberto Brumat.

(fonte: ufficio stampa ENAIP Veneto)

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