Il lupo in Veneto per ora è salvo ma c’è troppa ignoranza sui grandi predatori

C’è ancora tanta troppa ignoranza sui grandi predatori come lupo e orso. Il lupo in particolare una volta che la coppia Alfa colonizza un’area di lì non si sposta fino alla morte. E il branco non aumenta, rimane costituito di due adulti con l’ultima cucciolata e i cuccioli sopravvissuti della precedente. Poi gli individui più grandi se ne vanno in “dispersione”! Cacciare il lupo, per esempio in Lessinia, significa portarlo all’estinzione per l’ennesima volta. Ma il lupo serve: è un carnivoro selezionatore, abbatte gli animali selvatici (soprattutto ungulati che fanno tanti danni alle colture) più vecchi e malati, e ripulisce il territorio dalle carogne. Insomma il lupo è amico dell’uomo, del contadino e dell’escursionista e amante della montagna. Non attacca l’uomo, mai!
Quest’estate al Museo naturalistico “Patrizio Rigoni” di Asiago abbiamo potuto seguire i racconti delle osservazioni sul lupo della Lessinia del già campione di fondo Fulvio Valbusa (oggi nel Corpo Forestale dello Stato, assimilato all’Arma dei Carabinieri). Ebbene Fulvio ci disse: “chi andando in montagna riesce a vedere il lupo deve ritenersi fortunato. Perché è lui che ti vede, ma non si fa vedere, dell’uomo ha una paura tremenda, appena ci fiuta si allontana, perché nei secoli l’abbiamo sterminato!”

il direttore
Francesco Brasco

Qui di seguito un comunicato stampa di questa sera del Consiglio regionale del Veneto, con l’intervento di Simone Scarabel, consigliere regionale amante della natura. Un intervento che ci fa tirare un sospiro di sollievo:

“Il lupo è salvo, almeno per ora: è stata rinviata al 23 febbraio 2017 la trattazione del tema degli abbattimenti controllati per diminuire la popolazione del lupo nelle aree in cui la convivenza con l’uomo si sta facendo problematica”.

Lo annuncia,  il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle Simone Scarabel che “esprime soddisfazione per il rinvio”.

“Avevo personalmente invitato il Governatore del Veneto”, ricorda il consigliere regionale, “a schierarsi contro la proposta ministeriale. Non si tratta certo di una vittoria, ma almeno c’è tempo per lavorare in ordine alla questione dell’abbattimento controllato. Speriamo che da qui al 23 febbraio i pochi che erano favorevoli al progetto, così come proposto dal Ministero, possano ripensarci”.

“Ma dobbiamo pensare tutti ad una alternativa”, chiede l’esponente Pentastellato, “si potrebbe, ad esempio, pensare ad uno spostamento di selvatici dannosi nei territori meno antropizzati in cui vive il lupo, facendo sì che i branchi trovino nutrimento senza doversi spostare troppo vicino all’uomo. Mi vengono in mente molte situazioni che si potrebbero risolvere in questo modo, anche se dal punto di vista logistico lo spostamento sopra delineato potrebbe rivelarsi complicato”.

“Per quanto ci riguarda”, chiosa Simone Scarabel, “siamo sempre molto attenti a salvaguardare fauna ed ambiente, e proprio oggi, in Terza Commissione consiliare permanente, abbiamo votato contro la proroga del Piano faunistico venatorio veneto. Daremo battaglia in aula consiliare, come sempre”.

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