Per Natale farmacie vicentine aperte

Al fine di garantire una migliore continuità del servizio ai cittadini, durante i tre giorni festivi consecutivi dal 24 al 26 dicembre ben 29 farmacie vicentine saranno aperte al pubblico, pur non rientrando tra quelle di turno.

Tre giorni festivi consecutivi, in un periodo in cui l’influenza e gli altri malanni tipici della stagione invernale accrescono inevitabilmente la richiesta di farmaci. Un problema in più soprattutto per le fasce più deboli della popolazione, che magari hanno difficoltà a recarsi nelle farmacie di turno. E proprio per venire incontro a queste necessità, Federfarma Vicenza ha chiesto alle farmacie associate uno sforzo particolare: così, oltre ai 31 esercizi regolarmente di turno, tra il 24 e il 26 dicembre altre 29 farmacie saranno eccezionalmente aperte al pubblico in almeno una delle tre giornate festive, ovvero circa il 25% delle 241 farmacie presenti nella provincia berica. Diversi i comuni che beneficeranno di questa iniziativa: oltre a Vicenza, naturalmente, gli esercizi aderenti consentiranno di coprire in modo più efficace le aree di Arzignano, Bassano del Grappa, Camisano, Castelgomberto, Dueville, Lonigo, Marostica, Nanto, Orgiano, Pojana, Romano d’Ezzelino, Rosà, Sarcedo Sossano, Thiene, Tonezza e Val Liona. L’elenco completo, con le giornate e gli orari di apertura, può essere consultato sul sito internet di Federfarma Vicenza, recentemente rinnovato, all’indirizzo www.federfarmavicenza.it.

Così, di fatto durante le festività natalizie i cittadini potranno contare su numero considerevole di farmacie sotto casa per qualsiasi loro necessità. «Si tratta – commenta la dott.ssa Marina Milan, presidente di Federfarma Vicenza – di un gesto di grande disponibilità, che conferma una volta di più la nostra attenzione nel fornire ai cittadini un servizio il più possibile completo e soprattutto vicino a casa. E non si tratta certamente di un’operazione a fini di lucro, perchè l’impegno e i costi di un’apertura festiva straordinaria sono decisamente elevati». Il riferimento è alle recenti polemiche suscitate dall’aumento del “diritto di chiamata” ovvero supplemento previsto per l’acquisto di farmaci durante il turno notturno o festivo (quest’ultimo caso solo nei piccoli Comuni) stabilito dal Governo e recentemente entrato in vigore: «La tariffa precedente – sottolinea la dott.ssa Milan – risaliva addirittura al 1993 ed è facile capire come in 24 anni i costi, del personale in primis ma non solo, abbiano raggiunto ben altro livello. Credo che un aumento dopo più di vent’anni sia ragionevole, e voglio ricordare che per le prescrizioni in regime di Servizio Sanitario Nazionale rilasciate dal Servizio di Continuità Assistenziale (l’ex Guardia Medica, ndr.) o comunque prescritte con carattere di urgenza dal medico o pediatra di famiglia non vi è alcun costo extra per i cittadini».

CondividiShare on FacebookTweet about this on Twitter