Oltre 50 artigiani artisti a Bassano del Grappa nella mostra “Lo Splendore della grande Venezia”

E’ stata inaugurata oggi sabato 15 luglio a Bassano del Grappa la mostra “Lo splendore della Grande Venezia”, una mostra itinerante già presentata ad Udine nella ex Chiesa di San Francesco.

Un’apertura all’insegna della creatività e della beneficienza: nel pomeriggio di sabato 15, dalle 15:00 alle 18:00, nell’androne di Palazzo Bonaguro, è stato organizzato un laboratorio di decorazione con le “Ciotole Cuore di Nove”, un’iniziativa in collaborazione con Sbittarte. Le ciotole dipinte saranno disponibili poi in occasione della XX Festa della Ceramica di Nove. Il ricavato sarà interamente devoluto all’Associazione “Noi come Nemo”, genitori di ragazzi con disabilità, e sarà utilizzato per il riallestimento accessibile dell’aula didattica del Museo della Ceramica di Nove.

La mostra è un viaggio tra le lavorazione artigiane d’eccellenza del territorio Veneto e del Friuli Venezia Giulia, promossa da ViArt – Confartigianato Vicenza e da Confartigianato-Imprese Udine.
Relazione è la parola chiave in grado di svelare il significato più profondo di questa esposizione: la relazione tra le aziende, a cui il sistema Confartigianato dà voce e supporto, una armoniosa unione e sapiente mescolanza di territori, idee, storie. A volte piccole storie, come quelle dei tanti artigiani che nelle loro botteghe coltivavano l’arte del bello e del ben fatto. A volte grandi storie, come quelle della Serenissima e della sua potenza, resa mirabile e imponente anche dall’opera di quegli stessi artigiani.
Relazioni come quelle, ottime, che intercorrono fra le Confartigianato di Vicenza e di Udine, come pure tra i firmatari della Carta Internazionale dell’Artigianato Artistico, tutte fieramente orientate a promuovere l’attualità di un comparto protagonista della nostra storia. In questo habitat, ricco di collegamenti e suggestioni, ha preso forma l’idea di ripercorrere insieme il lungo tratto di strada condiviso dagli artigiani dei nostri territori durante l’epoca della Grande Venezia. Un’idea che ha trovato riscontro immediato dando vita ad una mostra che è unione di creatività, conoscenza, storia ed impegno.

“Questa Mostra rappresenta l’orgoglio della maestria artigiana che si manifesta con grande capacità innovativa e qualità espressiva. Il legame con il territorio, la tradizione e il collegamento storico con l’epoca della Repubblica Serenissima sono gli elementi distintivi, e percorrendo le sale di Palazzo Bonaguro, appariranno ben chiari agli occhi dei visitatori. Abbiamo raccolto un gruppo di aziende che sono in grado di esprimere con grande abilità la relazione che esiste tra arte e artigianato, un punto di contatto tra questi due mondi che trova proprio nella cultura del nostro territorio un’ occasione espressiva di altissimo livello. Invito perciò veramente tutti a visitare questa Mostra perché racconta qualcosa di noi, di quello che eravamo e di quello che ancora siamo e amiamo. La Mostra è un omaggio a tutti quegli artigiani che svolgono ancora il loro lavoro con passione e amore.”  Sandro Venzo, Presidente del mandamento di Bassano del Grappa di Confartigianato.

“Credo sia fondamentale oggi consolidare la consapevolezza dell’elemento creativo come fattore di sviluppo del passato, perché continui ad essere elemento caratterizzante per lo sviluppo del futuro. Il fattore bellezza che diventa valore aggiunto di un’industriosità che si confronta con i mercati globali, ma lo fa potendo contare sulla forza della propria storia e la capacità di tradurre saperi e valori antichi in innovazione. La cultura diventa quindi strumento per far crescere questa consapevolezza, nell’ottica della crescita personale in una comunità.” Giovanni Cunico, Assessore alla Promozione del Territorio, Cultura, Attività Economiche del Comune di Bassano del Grappa.

È per contribuire a questo progetto collettivo, animato da oltre 50 imprese artigiane, che i Civici Musei di Bassano hanno messo a disposizione il prestigioso spazio espositivo di Palazzo Bonaguro. Merita infatti esaltare il valore culturale dell’artigianato, al tempo stesso erede di un patrimonio di conoscenze ed energia attiva tuttora in grado di animare il tessuto urbano e contribuire alla sua attrattività, anche in chiave turistica.

La città di Venezia è stata per più di un millennio capitale della Repubblica di Venezia e conosciuta a questo riguardo come la Serenissima, la Dominante e la Regina dell’Adriatico. Per le peculiarità urbanistiche e per il suo patrimonio artistico, Venezia è universalmente considerata una tra le più belle città del mondo ed è annoverata, assieme alla sua laguna, tra i siti italiani patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. All’apice della sua potenza, nel XIII secolo, Venezia dominava gran parte delle coste dell’Adriatico, regioni quali la Dalmazia, l’Istria, molte delle isole dell’Egeo, Creta, Cipro, Corfù, ed era la più importante potenza militare e tra le principali forze mercantili nel Medio oriente. Nel XV secolo il territorio della Repubblica si estendeva dall’Adda all’Istria, e da parte dell’attuale provincia di Belluno, al polesine veneto. Ma la decadenza cominciò a farsi sentire già nel XV secolo: eventi storici come l’accrescersi della potenza Ottomana e lo spostamento dei commerci verso le Americhe, colpirono duramente la vocazione marittima della città che finì per volgere i suoi interessi economici verso l’entroterra dove si concentravano le sue realtà produttive ed artigianali. Nel XVIII secolo Venezia fu appunto tra le città più raffinate d’Europa, con una forte influenza sull’arte, l’architettura e la letteratura del tempo.

Dopo oltre 1000 anni d’indipendenza, il 12 maggio 1797 il doge Ludovico Manin e il Maggior Consiglio vennero costretti da Napoleone ad abdicare, per proclamare il “Governo Provvisorio della Municipalità di Venezia”. Con il Trattato di Campoformio tra francesi ed austriaci, il 17 ottobre 1797 la “Municipalità di Venezia” cessò di esistere e furono ceduti all’Austria il Veneto, l’Istria, la Dalmazia e le Bocche di Cattaro, che andarono a formare la “Provincia Veneta” dell’Impero austro-ungarico. Tornata ai francesi colla pace di Presburgo del 26 dicembre 1805, fu poi di nuovo austriaca sino all’Unità d’Italia.

Venezia è tutt’oggi famosa per la lavorazione del vetro di Murano, per il merletto di Burano e le arti dei profumieri, ma la storia ci insegna che tutto l’entroterra produceva artigianato artistico di altissimo livello per rendere ancora più splendente la “Grande Venezia”, il senato stesso si occupava della selezione dei comparti artigianali ai quali concedeva privilegi. Per esempio nel 1728 il Senato veneziano cercò di stimolare la produzione ceramica a Nove tramite agevolazioni  fiscali per chi fosse riuscito a  produrre porcellane e a migliorare le Maioliche. Il fine era di combattere le cineserie ed il crescente mercato olandese. Tutt’oggi attiva la ditta Antonibon oggi Barettoni che nel 1732 ottenne il privilegio dal Senato della Repubblica Veneta di essere esente da tutti i dazi per venti anni. Questa scelta favorì e migliorò la produzione interna creando un vero e proprio distretto produttivo, tutt’oggi riconosciuto ed attivo, e tutt’oggi le ceramiche di Nove e Bassano sono famose in tutto il mondo grazie ai fiorenti commerci della Serenissima e vantano la presenza nei maggiori musei di arti applicate internazionali. La ceramica è solo un esempio, si ripete l’esempio per la lavorazione dei panni alti e la tessitura che ha favorito lo sviluppo industriale di Schio, Vicenza e Valdagno.

Non a caso la candidatura di Venezia come capitale della cultura per il 2019 era intesa come nor-est per l’importante legame della città nella storia con il territorio circostante. Questo territorio si presenta con una varietà di attività artigianali e in numero tale da rappresentare una realtà difficilmente riscontrabile in altri paesi. Fra queste un posto di rilievo è occupato dall’Artigianato Artistico che raccoglie l’eredità dei prestigiosi laboratori antichi e che mette in evidenza le qualità creative e le abilità professionali tramandate nei secoli, arricchite con innovazioni e tecniche moderne.

Nell’ambito della Mostra si potranno ammirare mirabili esempi di queste capacità che, divise per ambiti produttivi, saranno supportate da contenuti storico-critici per dare al visitatore uno sguardo colto di questo ricco e variegato mondo. Diversi materiali, tecniche e lavorazioni, dalle più tradizionali all’uso della stampante 3d, un’ esposizione poliedrica che vanta anche la partecipazione di due importanti enti di formazione: l’Università degli Studi di Udine – Dipartimento Studi umanistici e del patrimonio culturale, e la Fondazione Villa Fabris – Centro Europeo per i Mestieri del Patrimonio. Per la lavorazione del legno: Brollo Giuliano, Guasina di Guasina Silvia, Porte Italia Interiors, Studio Nicola Tessari. La pietra: Arte 2000, Fornasa Marmi, Mosaici Marcuzzi, NAKA di Tuniz Nicola, Peotta Bruno & Geom. Luigi. I metalli: MABE Marina Bertagnin, One Man Handmade, Serimania, Studio Creativo di Comelli Fabio. L’oro e l’argento: Antracite Gioielli, Fucina Longobarda Mazzola, Gioielli De Martin, Laura Balzelli, Sergio Mazzola Generazioni Orafe. Il tessile: Arteviva, Artistiche Lavorazioni Doge, Casari Sonia, De Sabbata Elena, Elena sartoria, Emozioni by De Martin Gloria, Il Cjaliar, L’oca Bianca ed Altre Storie, Mosolo Pelletterie, Palladio Lifestyle, Renata Bonfanti, Sartoria Girardi Paola, Sartoria Giulietta. La ceramica: Argilla e mani di Raffaella Bassa, Barettoni già Antonibon di Barettoni Lodovico, C.I. Ceramiche artistiche di Iardino Chiara, Ceramiche Dal Prà, CIBAS di Poli Fabio, Essequadro di Michele Rigon, La Bottega del Tornio di Nico Toniolo, Laboratorio Artigiano di Poloniato Diego, Laboratorio il Pesce Rosso, Rolli Giuliana, Sibania. Il vetro: Futuro Antico, Giochi di Luce, Parise Giovanni Soffieria, themissingpiece.it, Venetian Dreams di Marisa Convento. Ed infine per la lavorazione della carta e la stampa: Arte Bellaminutti, Legatoria Ciani Giovanna, Legatoria Moderna di Eva Seminara, Litografia O. Busato, Ulderica Da Pozzo Fotografa.

LUOGO E ORARI DELLA MOSTRA

BASSANO DEL GRAPPA – Palazzo Bonaguro

15 luglio – 20 agosto 2017

giovedì  e venerdì 16:00 – 19:00; sabato e domenica 10:00 – 13:00, 16:00 – 19:00

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