martedì 11 agosto 2026 Martino Montagna
Oltre 55 mila chiamate in meno di un mese. È il primo, significativo bilancio del **116117**, il Numero Unico Europeo dedicato alle richieste di assistenza sanitaria non urgente, ormai operativo in tutto il Veneto. Tra l’8 luglio e il 4 agosto il servizio ha registrato **55.691 chiamate**, con un tempo medio di gestione di **4 minuti e 49 secondi**. Numeri che raccontano non soltanto l'interesse dei cittadini, ma anche la necessità di avere un punto di riferimento unico e facilmente accessibile per i problemi di salute che non richiedono un intervento immediato.
Il servizio è attivo **24 ore su 24, sette giorni su sette**, e copre l’intero territorio regionale attraverso due centrali operative: una a **Mestre, presso l’Ulss 3 Serenissima**, e una a **Vicenza, presso l’Ulss 8 Berica**. Attualmente sono impegnati **114 operatori**, 67 nella sede di Mestre e 47 in quella vicentina, insieme a **9 medici**. La forte domanda registrata nelle prime settimane ha spinto la Regione a rafforzare ulteriormente l’organico: **otto nuovi operatori sono entrati in servizio dal primo agosto, mentre altri dieci saranno operativi dal primo settembre**, per un totale di 18 nuove risorse. A regime, dunque, gli operatori saliranno a 132.
A presentare i dati è stato l’assessore regionale alla Sanità **Gino Gerosa**, che ha sottolineato come il servizio sia stato costruito in tempi rapidi per offrire ai cittadini una risposta immediata e soprattutto un orientamento preciso all’interno della rete sanitaria. «Il nuovo servizio è attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7», ha spiegato Gerosa, evidenziando il lavoro necessario per renderlo pienamente operativo e il forte interesse dimostrato dalla popolazione.
Il funzionamento è relativamente semplice. Il cittadino chiama gratuitamente il **116117**, senza prefisso e sia da telefono fisso sia da cellulare. Un operatore formato raccoglie le informazioni, effettua una prima valutazione telefonica e, sulla base del problema segnalato, indica il percorso più appropriato. La richiesta può essere indirizzata verso la **Continuità Assistenziale, l’ex Guardia Medica, i servizi territoriali, le Case della Comunità, i servizi per la non autosufficienza, i consultori e altre strutture della rete sanitaria e sociosanitaria**. È inoltre previsto il supporto linguistico per chi non parla italiano.
Il valore del nuovo numero non è soltanto sanitario, ma anche **sociale**. Il 116117 nasce infatti con l’obiettivo di semplificare l’accesso alla rete territoriale, soprattutto per quelle persone che possono trovarsi in una situazione di fragilità, per gli anziani, per chi vive solo, per le famiglie con bambini o per i cittadini che, trovandosi lontani dal proprio medico, non sanno a quale servizio rivolgersi. In questo senso, il numero unico può diventare una sorta di “porta d’ingresso” alla sanità territoriale, accompagnando il cittadino verso la struttura più adatta senza costringerlo a cercare autonomamente informazioni.
La Regione Veneto considera inoltre il 116117 uno degli strumenti utili a **ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso**. L’obiettivo è intercettare telefonicamente i bisogni che non presentano caratteristiche di emergenza e indirizzarli verso il percorso assistenziale più adeguato. È una funzione particolarmente importante in un sistema sanitario chiamato a gestire contemporaneamente l’invecchiamento della popolazione, la crescita delle condizioni di fragilità e la necessità di rafforzare l’assistenza fuori dagli ospedali.
Il 116117, però, **non sostituisce il numero dell’emergenza sanitaria**. In presenza di una situazione grave, di un incidente, di un pericolo immediato o di un'emergenza, resta necessario rivolgersi ai servizi di emergenza, secondo le indicazioni regionali. Allo stesso modo, il 116117 non è il canale per le normali prenotazioni di visite ed esami, che devono essere effettuate attraverso il CUP, né sostituisce il medico di medicina generale per le attività ordinarie.
Il dato delle **55.691 chiamate** assume quindi un significato che va oltre la semplice statistica. Significa che, in meno di un mese, migliaia di veneti hanno scelto di utilizzare un nuovo canale per cercare una risposta a un bisogno di salute. La durata media delle telefonate, inferiore ai cinque minuti, indica inoltre un modello pensato per garantire una prima valutazione rapida e orientare il cittadino senza appesantire inutilmente il percorso assistenziale.
Il servizio è entrato nella fase decisiva proprio mentre la sanità veneta sta cercando di rafforzare la propria dimensione territoriale. Il 116117 è infatti collegato a una più ampia organizzazione dell’assistenza di prossimità, nella quale assumono un ruolo crescente le **Case della Comunità, la continuità assistenziale e i servizi sociosanitari**. La stessa Regione indica tra gli obiettivi del numero unico un accesso più semplice alle cure, un utilizzo più appropriato delle risorse e un maggiore sostegno alle persone fragili.
Il primo bilancio, dunque, è quello di un servizio già sottoposto a una forte pressione da parte della domanda. La risposta della Regione è stata immediata: **18 nuove assunzioni**, con la possibilità di ulteriori inserimenti qualora il numero delle chiamate continui a crescere. Il vero banco di prova sarà ora la capacità del 116117 di trasformare questa mole di telefonate in un sistema stabile di orientamento e presa in carico, evitando che il cittadino si perda tra i diversi livelli dell'assistenza.
Per il Veneto si tratta, in sostanza, di un nuovo tassello nella costruzione di una sanità più vicina alle persone: un numero semplice da ricordare, attivo giorno e notte, che punta a mettere ordine nella domanda di salute e a portare ogni cittadino verso il servizio giusto, nel momento giusto.