Cronaca

Agente della Polizia Penitenziaria agredito in carcere a Vicenza, sarà operato

giovedì 18 giugno 2026 Martino Montagna

Momenti di forte tensione all’interno del carcere di Vicenza, dove un agente della Polizia Penitenziaria è stato aggredito da un detenuto sottoposto a regime di sorveglianza speciale durante le consuete operazioni di apertura di un cancello nella sezione detentiva.

Secondo quanto emerso, l’episodio si è verificato nel corso delle attività di servizio quando l’agente si trovava impegnato nelle procedure di gestione dei movimenti interni dei detenuti. In quel frangente, per cause ancora in fase di ricostruzione, un detenuto avrebbe improvvisamente sferrato un’azione violenta nei confronti del poliziotto, colpendolo con forza.

L’agente ha riportato la frattura dello scafoide della mano destra, una lesione che ha reso necessario il ricorso alle cure ospedaliere e che, secondo le prime valutazioni mediche, richiederà un intervento chirurgico e un periodo di recupero non breve.

L’episodio si inserisce in un contesto già da tempo segnalato come critico all’interno dell’istituto penitenziario berico, dove il personale lamenta condizioni di lavoro difficili e un crescente numero di episodi di aggressione ai danni degli agenti. Negli ultimi mesi, infatti, si sarebbero verificati diversi casi di tensione tra detenuti e agenti, spesso denunciati dalle rappresentanze sindacali.

Proprio il sindacato USPP (Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria) è intervenuto con una nota, definendo l’accaduto “l’ennesimo episodio di violenza inaccettabile” e rilanciando l’allarme sulle condizioni di sicurezza all’interno degli istituti penitenziari. I rappresentanti sindacali chiedono un rafforzamento immediato degli organici, maggiori strumenti di tutela per il personale e interventi strutturali per prevenire situazioni di rischio durante le attività quotidiane.

Le autorità competenti dovranno ora ricostruire con precisione la dinamica dell’aggressione e valutare eventuali provvedimenti disciplinari e penali nei confronti del detenuto coinvolto.

L’episodio riaccende dunque i riflettori sulla sicurezza nelle carceri italiane e sul delicato equilibrio operativo in cui si trova quotidianamente a operare la Polizia Penitenziaria.

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