Spettacoli e Cultura

Arcana: una drammaturgia danzata tra formazione, ricerca e immaginario simbolico

lunedì 15 giugno 2026 Valentina Ruzza

Lo Studio Danza Thiene firma una produzione che supera la dimensione del saggio accademico per trasformarsi in un’opera corale dove archetipi, linguaggio coreografico e crescita artistica dialogano con rara coerenza.

In un panorama sempre più affollato di saggi-spettacolo costruiti come successioni di coreografie scollegate tra loro, Arcana – Un viaggio per ritrovarsi rappresenta una scelta artistica controcorrente. La nuova produzione dello Studio Danza Thiene ASD, presentata al Teatro Comunale di Thiene e ideata, scritta e diretta da Giulia Chiesi, si distingue infatti per un’ambizione rara nel contesto della formazione coreutica: costruire una vera architettura drammaturgica nella quale la danza diventa linguaggio narrativo e non semplice dimostrazione tecnica. L’impianto concettuale prende forma attraverso i ventidue Arcani Maggiori dei Tarocchi, utilizzati non come richiamo esoterico o artificio scenografico, ma come archetipi universali capaci di raccontare il percorso di trasformazione dell’essere umano. Una scelta che richiede coraggio e consapevolezza, poiché impone alla coreografia di confrontarsi con simboli stratificati, profondamente radicati nell’immaginario culturale occidentale. La struttura dello spettacolo segue il tradizionale viaggio del Matto, figura simbolica che attraversa l’intero mazzo degli Arcani. Da qui prende forma un itinerario che tocca temi universali quali la scoperta di sé, il potere creativo, il dubbio, l’amore, il destino, la perdita, la rinascita e infine la realizzazione personale. Un percorso che, pur mantenendo una forte leggibilità narrativa, evita la descrizione didascalica per affidarsi alla forza evocativa del movimento. È proprio nella traduzione scenica dell’idea che Arcana trova il suo punto di maggiore interesse. Le coreografie firmate da Giulia Chiesi, Giulia Comparin e Marianna Albiero dimostrano una chiara maturità compositiva, costruendo atmosfere, tensioni e immagini corporee che dialogano costantemente con il simbolismo delle carte senza mai cadere nell’illustrazione letterale. Il lavoro delle tre direttrici artistiche si sviluppa lungo una linea di equilibrio particolarmente efficace tra pedagogia e creazione. Da un lato emerge la solidità di una scuola che accompagna la crescita di allievi appartenenti a fasce d’età molto differenti; dall’altro si percepisce una precisa volontà autoriale che guarda alla scena con strumenti professionali e con una visione culturale ben definita. La scelta di intrecciare repertorio classico e linguaggi della danza moderna si rivela particolarmente convincente. Non si tratta di una semplice alternanza di stili, ma di un dialogo continuo che permette ai diversi archetipi di trovare forme espressive differenti in funzione della loro natura drammaturgica. La pulizia del lessico accademico convive con una fisicità più contemporanea, generando una pluralità di registri che mantiene viva l’attenzione dello spettatore lungo l’intero percorso.

Uno degli aspetti più complessi nelle produzioni scolastiche consiste nel coinvolgere numerosi gruppi senza compromettere la coerenza dell’opera. Arcana supera questa sfida con intelligenza. Sul palco convivono le bambine della giocodanza, gli allievi dei corsi intermedi, i gruppi avanzati e gli adulti, ma la costruzione narrativa riesce a mantenere continuità e unità, evitando quell’effetto frammentario che spesso caratterizza gli spettacoli di fine anno.

In questo senso, l’opera diventa anche una dichiarazione d’identità dello Studio Danza Thiene. Una realtà che sceglie di investire nella cultura della composizione coreografica e nella costruzione di produzioni dotate di una propria visione artistica, superando la logica della semplice esibizione conclusiva per proporre un progetto capace di dialogare con il linguaggio teatrale contemporaneo. A sostenere l’impianto drammaturgico contribuisce efficacemente anche il comparto tecnico. La narrazione affidata alla voce di Giampiero Pozza, il disegno luci curato da Stefano Torlini, le riprese video di Fausto Sorzato e il lavoro fotografico di Davide Callegaro concorrono alla costruzione di un ambiente scenico coerente e immersivo, nel quale danza, parola e immagine trovano un equilibrio credibile. In un momento storico in cui molte scuole di danza si interrogano sul proprio ruolo all’interno della formazione artistica contemporanea, Arcana offre una risposta chiara. La tecnica rimane fondamentale, ma da sola non basta. Occorre fornire agli allievi strumenti interpretativi, culturali e creativi capaci di trasformare il movimento in linguaggio e la performance in esperienza artistica.

È probabilmente questa la qualità più significativa del lavoro firmato da Giulia Chiesi, Giulia Comparin e Marianna Albiero: aver dimostrato che anche all’interno di una realtà formativa territoriale è possibile sviluppare una progettualità coerente, stratificata e culturalmente credibile. Perché la danza, quando incontra una visione autentica, smette di essere esercizio.

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