Cronaca

Autovelox spenti nel vicentino: dal bassanese fino alla Valle dell'Agno

lunedì 20 luglio 2026 Martino Montagna

La stretta sugli autovelox arriva anche nel Vicentino e porta allo spegnimento di diversi dispositivi installati sulle strade della provincia. La decisione nasce dalla riforma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha introdotto criteri più rigidi per l’omologazione, la taratura e la verifica degli apparecchi utilizzati per rilevare la velocità.

In Veneto sono 84 gli autovelox che, dopo i controlli previsti dalla nuova normativa, sono stati messi fuori servizio perché privi dei requisiti richiesti. La regione passa così da 464 dispositivi presenti sul territorio a 380 apparecchi considerati regolari e utilizzabili.

Una situazione che interessa anche la provincia di Vicenza, dove diversi Comuni hanno dovuto fare i conti con lo stop imposto dalla nuova disciplina. Tra le aree maggiormente interessate figurano il Bassanese e la Valle dell’Agno, territori dove negli anni sono stati installati numerosi sistemi di controllo della velocità lungo strade provinciali e arterie ad alta percorrenza.

Nel Vicentino risultano coinvolti, tra gli altri, Comuni dell’area bassanese e pedemontana, oltre a realtà come Malo, Montecchio Maggiore, Camisano Vicentino, Gallio, Caldogno, Costabissara e Isola Vicentina. L’elenco preciso dei singoli apparecchi spenti dipende dalle verifiche effettuate su ogni impianto e dagli aggiornamenti degli enti proprietari delle strade. La Prefettura di Vicenza mantiene pubblicati i provvedimenti relativi alle autorizzazioni e all’utilizzo dei dispositivi di controllo della velocità sul territorio provinciale.

Nel Bassanese la questione interessa un territorio caratterizzato da un intenso traffico quotidiano, con spostamenti pendolari, collegamenti industriali e arterie utilizzate anche per gli spostamenti verso la montagna. Qui gli autovelox hanno avuto negli anni un ruolo sia repressivo sia preventivo, soprattutto nei tratti considerati più delicati per la sicurezza stradale.

Anche nella Valle dell’Agno il tema è particolarmente sentito: molte strade attraversano centri abitati, zone produttive e collegamenti utilizzati ogni giorno da migliaia di automobilisti. Lo spegnimento degli apparecchi non significa però un “liberi tutti”: i controlli della velocità potranno continuare con strumenti regolarmente autorizzati e con modalità conformi alle nuove regole.

La modifica normativa è stata voluta dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini con l’obiettivo dichiarato di uniformare le regole sugli autovelox e superare le differenze tra dispositivi approvati e dispositivi effettivamente omologati. Secondo il Ministero, la nuova disciplina punta a garantire maggiore trasparenza nei controlli e maggiore certezza per gli automobilisti.

La questione degli autovelox negli ultimi anni è stata al centro di numerosi contenziosi, anche dopo gli interventi della giurisprudenza sulla necessità dell’omologazione degli strumenti utilizzati per accertare le violazioni dei limiti di velocità.

Ora l’attenzione si sposta sui Comuni, chiamati a verificare quali apparecchi potranno essere riattivati dopo gli eventuali adeguamenti e quali invece resteranno definitivamente spenti.

Per gli automobilisti vicentini il cambiamento è evidente: alcuni “occhi elettronici” che per anni hanno controllato la velocità sulle strade del territorio sono momentaneamente fuori servizio. Ma la partita sulla sicurezza stradale resta aperta, perché le amministrazioni dovranno conciliare il rispetto delle nuove norme con la necessità di prevenire incidenti e comportamenti pericolosi alla guida.

News ID 2979

Questo sito web utilizza i cookies per migliorare l'esperienza dell'utente. L'utente è consapevole del fatto che, se naviga sul nostro sito web, implicitamente accetta l'utilizzo dei cookies.

Informativa estesa -