mercoledì 28 ottobre 2026 Martino Montagna
Le recenti segnalazioni di lupi, gli episodi di predazione nelle montagne vicentine e l’avvistamento registrato nei giorni scorsi nel centro di Malo riportano al centro dell’attenzione il rapporto tra la presenza dei grandi carnivori, le attività umane e la sicurezza degli allevamenti. Un tema che interessa anche la Regione Veneto, pronta a rafforzare gli strumenti di prevenzione e gestione attraverso nuovi contributi economici e percorsi di formazione dedicati.
La Regione ha annunciato un ulteriore stanziamento di 23.820 euro per sostenere gli allevatori che utilizzano cani da guardiania per proteggere le greggi dagli attacchi dei predatori. Le nuove risorse si aggiungono ai 55.000 euro già messi a bando nel mese di luglio, potenziando così gli aiuti destinati alle aziende zootecniche che investono nella prevenzione.
A illustrare le iniziative è l’assessore regionale all’Agricoltura e alla Montagna, Dario Bond, che sottolinea come le difficoltà degli allevatori non riguardino soltanto il valore economico degli animali uccisi. A pesare sono anche le spese necessarie per difendere il bestiame, l’impegno quotidiano richiesto dalla gestione delle greggi e le difficoltà di mandare avanti attività spesso tramandate da generazioni.
Il mantenimento dei cani da guardiania, infatti, comporta costi continuativi per alimentazione, cure veterinarie, addestramento e gestione. Il nuovo contributo punta quindi a sostenere chi ha già adottato sistemi di protezione, riconoscendo il peso economico delle misure preventive e la necessità di renderle concretamente accessibili alle aziende.
Accanto agli aiuti finanziari, la Regione intende intervenire anche sul fronte del monitoraggio e della gestione delle situazioni più delicate. In collaborazione con ISPRA saranno programmati corsi gratuiti per formare operatori specializzati nel monitoraggio del lupo e coadiutori nelle attività di gestione della specie. La formazione sarà curata dal personale regionale e non comporterà costi aggiuntivi per i partecipanti.
Le nuove figure professionali potranno affiancare le Polizie provinciali nelle attività sul territorio e negli eventuali interventi di dissuasione, nel rispetto delle competenze istituzionali e delle procedure previste. L’obiettivo è rafforzare la capacità di osservazione e risposta, soprattutto nelle aree in cui vengono segnalati avvicinamenti agli abitati o comportamenti ritenuti problematici.
Bond richiama in particolare le segnalazioni provenienti dal Bellunese e la necessità di prestare attenzione agli esemplari che sembrano aver perso parte della loro naturale diffidenza nei confronti dell’uomo. Per affrontare queste situazioni, secondo l’assessore, servono personale preparato, coordinamento tra gli enti e criteri chiari per valutare i singoli episodi e stabilire quando siano possibili interventi.
Tra le esperienze ricordate dalla Regione figura anche il progetto sperimentale realizzato sul Monte Grappa nell’agosto 2021. In quell’occasione fu avviata un’attività di dissuasione nei confronti di un lupo maschio dotato di radiocollare, chiamato Sirio. L’intervento, effettuato con proiettili di gomma, fu seguito da un cambiamento negli spostamenti dell’animale. Un precedente che, insieme ad altre sperimentazioni, può contribuire alla valutazione delle possibili strategie, tenendo conto delle caratteristiche di ciascun contesto.
Il problema resta complesso e richiede un equilibrio tra la tutela della fauna selvatica, la protezione delle attività agricole e la gestione delle situazioni che possono creare difficoltà alle comunità locali. Per la Regione, il rafforzamento della prevenzione e la disponibilità di personale qualificato rappresentano due strumenti fondamentali per evitare che gli allevatori debbano affrontare da soli le conseguenze delle predazioni.
Con i nuovi fondi e i corsi di formazione, il Veneto punta dunque a migliorare il sostegno alle aziende zootecniche e la capacità di intervento sul territorio. Un tema che, alla luce delle recenti segnalazioni e degli avvistamenti anche in prossimità dei centri abitati, continua a suscitare attenzione nelle comunità montane e nelle aree vicentine interessate dalla presenza del lupo.