Barbarano, l’ultimo saluto a Silvia tra fiori bianchi, palloncini rossi e nasi da clown

venerdì 28 agosto 2026 Valentina Ruzza

BARBARANO MOSSANO – La chiesa piena, il sagrato affollato, i fiori bianchi e il rosso scelto come filo conduttore dell’ultimo saluto. Ieri, venerdì 28 agosto 2026, sono state moltissime le persone che hanno partecipato al funerale di Silvia, trasformando la giornata del commiato in un momento collettivo di memoria, affetto e riconoscenza.

Accanto ai familiari e agli amici c’erano anche i suoi clown, quelli con cui Silvia aveva condiviso anni di volontariato, sorrisi e presenza accanto alle persone più fragili: Dottor Clown Italia Onlus e Dottor Clown Vicenza. Vicine alla famiglia anche altre associazioni del territorio, unite nel ricordo di una donna che aveva fatto dell’impegno per gli altri uno dei tratti più riconoscibili della propria vita.

La cerimonia si è svolta nella chiesa parrocchiale di Barbarano con letture e musiche scelte per raccontare Silvia senza retorica. Attorno a lei, tanti fiori bianchi. Silvia era vestita di rosso, con dettagli dorati: un colore che le apparteneva e che è diventato il simbolo dell’intera giornata.

All’uscita dalla chiesa, il cielo si è riempito di palloncini rossi gonfiati ad elio. Un richiamo al suo colore preferito, alla forza della vita e anche al naso rosso che per anni aveva rappresentato il suo impegno nella clownterapia.

Poi il corteo ha raggiunto la sua abitazione. Anche lì, il saluto è proseguito lontano dai canoni tradizionali: la casa aperta, il cortile pieno di persone, musica, letture, balli e un grande cartellone sul quale amici e conoscenti hanno lasciato pensieri, ricordi e parole dedicate a Silvia.

Tra i simboli della giornata anche una scarpa, consegnata ai presenti come richiamo alla lotta contro la violenza sulle donne, un tema al quale Silvia aveva dedicato attenzione e sensibilità nel corso degli anni.

A raccontarla, più di molte parole, anche una sequenza di circa 160 fotografie: immagini di Silvia che ride, sorride, abbraccia, vive. Un mosaico di momenti che ha accompagnato il commiato e restituito il senso di una presenza capace di lasciare un segno in molte persone.

Dopo il momento trascorso nella sua casa, il feretro ha proseguito verso il crematorio di Vicenza.

Il viaggio di Silvia, però, avrà un ultimo capitolo. Le sue ceneri saranno portate in India e disperse nel Gange durante una cerimonia induista all’alba, secondo un rito pensato per accompagnarla simbolicamente verso l’ultimo saluto.

Resta l’immagine di una comunità molto numerosa raccolta intorno a lei: amici, volontari, associazioni, famiglie, persone incontrate negli anni.

Un funerale segnato dal dolore, certo, ma anche dalla musica, dai colori e dai sorrisi.

Come se, nel giorno dell’addio, chi le è stato accanto avesse scelto di ricordare soprattutto questo: non il modo in cui Silvia se n’è andata, ma il modo in cui aveva saputo stare nella vita.

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