Cronaca

Bollettino di guerra in montagna: due morti e diversi feriti

lunedì 21 settembre 2026 Martino Montagna

Drammatico fine settimana sulle montagne venete, con due escursionisti che hanno perso la vita e diversi altri che hanno avuto bisogno dell'intervento del Soccorso alpino e dell'elisoccorso. Due tragedie si sono consumate tra il Vicentino, con il malore mortale a Malga Pozze e la caduta fatale sulla Ferrata delle Anguane, e il Bellunese, dove sono stati numerosi gli interventi per escursionisti in difficoltà o infortunati.

Malore fatale a Malga Pozze. Il primo dramma si è verificato a Enego, nella zona di Malga Pozze, al rientro da una camminata sul Monte Forno.

Un escursionista di 50 anni, residente a Chioggia, stava tornando insieme alla moglie, al figlio e ad altri familiari quando, arrivato all'altezza della malga, si è improvvisamente sentito male e ha perso conoscenza.

I presenti hanno immediatamente dato l'allarme e hanno iniziato a praticargli il massaggio cardiaco, nel tentativo di mantenere in vita l'uomo. Erano circa le 16.10 quando la Centrale del 118 di Vicenza ha attivato i soccorsi, facendo intervenire una squadra del Soccorso alpino dei Sette Comuni, l'ambulanza di Asiago e l'elicottero di Padova Emergenza.

Una volta raggiunto l'escursionista, il personale sanitario ha proseguito a lungo con le manovre di rianimazione. L'eliambulanza è quindi decollata in direzione dell'ospedale di Asiago, ma purtroppo ogni tentativo di salvargli la vita si è rivelato inutile.

La famiglia, sconvolta per quanto accaduto, è stata infine accompagnata dai soccorritori fino ai propri mezzi.

Precipita per oltre cento metri sulla Ferrata delle Anguane

Un'altra tragedia si era verificata il giorno precedente, sabato 19 settembre, a San Pietro Valdastico, sulla Ferrata delle Anguane.

Erano circa le 15.30 quando la Centrale del 118 di Vicenza ha ricevuto diverse chiamate da parte di testimoni che avevano assistito all'incidente.

Un escursionista stava percorrendo il tratto attrezzato insieme ad altre due persone. Arrivato nella zona del Tetto dei Salbanei, per cause in corso di accertamento è precipitato per oltre cento metri, finendo nel bosco sottostante.

Il Soccorso alpino di Arsiero si è portato rapidamente sul posto. I soccorritori hanno raggiunto l'attacco della Ferrata verde e hanno quindi proseguito la ricerca lungo il percorso, rinvenendo prima alcuni oggetti appartenuti all'uomo e successivamente il suo corpo, ormai esanime.

È intervenuto anche l'elicottero di Padova Emergenza, che ha verricellato sul posto il tecnico di elisoccorso e il medico. Per l'escursionista, però, non c'era più nulla da fare: il medico ha potuto soltanto constatarne il decesso.

Dopo il nulla osta della magistratura, la salma è stata recuperata con il verricello e trasportata al campo sportivo, dove è stata affidata al carro funebre e ai Carabinieri. I due compagni dell'escursionista e i testimoni dell'incidente sono stati accompagnati a valle dai soccorritori.

Numerosi interventi anche nel Bellunese

Il fine settimana ha fatto registrare un intenso lavoro anche per i soccorritori sulle montagne bellunesi.

Nella mattinata di domenica, poco dopo le 10.20, la Centrale del 118 è stata allertata per un escursionista in difficoltà lungo il sentiero 421, che dal Rifugio Dibona porta al Pomedes.

Il giovane, un 23enne di Palestrina, si era portato su un ghiaione particolarmente scosceso, poco fuori dalla traccia del sentiero. Impaurito e incapace di proseguire, aveva chiesto aiuto. Una squadra del Soccorso alpino di Cortina lo ha raggiunto, riportandolo sul percorso. Il ragazzo ha quindi fatto rientro insieme ai soccorritori e alla compagna, che si trovava poco distante e che inizialmente sembrava non necessitare di assistenza.

Poco dopo, attorno alle 12.30, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è stato inviato al Rifugio Bianchet, dove un 64enne di Sospirolo aveva accusato un malore. L'equipe medica è atterrata in piazzola, ha valutato le condizioni dell'uomo e lo ha poi imbarcato sull'elicottero, trasferendolo all'ospedale di Belluno per gli accertamenti del caso.

Paura anche alle Tre Cime

Un altro intervento ha riguardato il Sasso di Landro, alle Tre Cime di Lavaredo. L'allarme era scattato per un'escursionista che, secondo le prime informazioni, era stata colpita a un piede da un sasso mentre percorreva la normale.

L'elicottero ha raggiunto le coordinate indicate, poco sotto la cima. I soccorritori hanno recuperato con il verricello la 53enne di Venezia e la compagna, trasportandole al campo base.

È stato proprio in quel momento che la donna ha riferito all'equipe medica di essere anche caduta e di aver battuto la testa. Per questo motivo è stata trasferita all'ospedale di Belluno.

Nella stessa zona, durante la permanenza dell'elicottero a terra, alcuni passanti hanno inoltre segnalato un'altra escursionista ferita. Si trattava di una 51enne belga, che si era procurata una lesione alla caviglia a qualche centinaio di metri dal campo base, lungo il sentiero Bonacossa.

La donna è stata inizialmente controllata dal tecnico di elisoccorso e successivamente presa in carico da una squadra del Soccorso alpino della Guardia di finanza di Auronzo, che l'ha accompagnata fino al casello delle Tre Cime, dove è stata affidata all'ambulanza.

Trauma al polso sotto il Rifugio Biella

Infine, attorno alle 14.45, è scattato un ulteriore allarme per un'escursionista vittima di un incidente poco sotto il Rifugio Biella.

La donna, una 78enne di Marebbe, aveva riportato un doloroso trauma al polso. Il personale del Soccorso alpino di Cortina era pronto a raggiungerla a piedi, quando la Centrale è stata informata che l'infortunata sarebbe stata accompagnata a valle dal Soccorso alpino di Marebbe, già impegnato in zona per un'altra ricerca.

La 78enne è stata quindi portata fino al Rifugio Pederù, dove è avvenuto il rendez-vous con l'ambulanza.

Due vittime e diversi interventi in appena un fine settimana restituiscono ancora una volta il quadro di una montagna che, soprattutto a fine stagione, può presentare rischi importanti anche per escursionisti esperti. Dietro ogni intervento, oltre al lavoro incessante degli uomini del Soccorso alpino, rimangono però soprattutto le storie delle persone coinvolte e, nel caso delle due tragedie mortali, il dolore delle famiglie che si erano messe in cammino insieme e che hanno dovuto affrontare un dramma improvviso.

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