Cronaca

Calano i reati a Vicenza ma aumentano le truffe digitali

lunedì 12 ottobre 2026 Martino Montagna

La criminalità arretra, ma non su tutti i fronti. È questa la fotografia che emerge per la provincia di Vicenza dall’ultima indagine del Sole 24 Ore sulla criminalità in Italia, basata sulle denunce registrate dal Ministero dell’Interno.

Nel quadro nazionale, Vicenza si posiziona al 58° posto su 106 province, migliorando di sette posizioni rispetto alla precedente rilevazione. Nel 2025 sono stati denunciati sul territorio berico 26.537 delitti, pari a circa 3.103 ogni 100mila abitanti. Numeri che indicano una situazione complessivamente in miglioramento, ma che non escludono la presenza di fenomeni particolarmente insidiosi.

A destare attenzione è soprattutto il mondo delle truffe online. Dai falsi messaggi bancari alle telefonate di sedicenti operatori, fino agli annunci ingannevoli pubblicati sul web, i metodi utilizzati per sottrarre denaro e dati personali diventano sempre più sofisticati. Un tipo di criminalità che può colpire chiunque, indipendentemente dall’età o dalla familiarità con la tecnologia.

Il problema non riguarda soltanto Vicenza. In Italia, nel 2025, le truffe e le frodi informatiche hanno raggiunto quasi 299mila denunce, con una crescita del 4,4% rispetto all’anno precedente. Un andamento in controtendenza rispetto al totale dei delitti denunciati, che a livello nazionale sono diminuiti dell’1,8%, attestandosi intorno ai 2,36 milioni.

Anche sul fronte provinciale il fenomeno merita attenzione: nell’indagine sulla Qualità della vita 2025 del Sole 24 Ore, Vicenza si trovava all’88° posto per truffe e frodi informatiche. Un indicatore che evidenzia quanto la sicurezza non possa essere valutata soltanto attraverso il numero complessivo dei reati.

Il calo generale delle denunce rappresenta un segnale positivo, ma la trasformazione delle modalità criminali impone nuove strategie di prevenzione. Accanto al lavoro delle forze dell’ordine, diventa fondamentale informare i cittadini sui rischi della rete, invitandoli a non condividere password e codici bancari, a diffidare dalle richieste urgenti di denaro e a verificare sempre l’identità di chi li contatta.

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