venerdì 7 agosto 2026 Martino Montagna
Colpo di scena nell'inchiesta sul presunto attentato incendiario denunciato nei mesi scorsi dal giornalista vicentino Adriano Cappellari. Durante l'interrogatorio in Procura a Vicenza, il cronista ha ammesso di aver architettato l'intera vicenda, consegnando alla pubblico ministero Alessia Grenna una lettera di scuse nella quale riconosce le proprie responsabilità.
L'interrogatorio, durato circa due ore, si è svolto alla presenza del difensore Roberto Rigoni Stern. Nella lettera Cappellari scrive: «Sono qui oggi perché sento il dovere di chiedere scusa. Molti mi hanno creduto, mi hanno difeso e hanno sofferto insieme a me. A tutti loro chiedo sinceramente perdono, perché ho tradito la loro fiducia».
Secondo gli accertamenti condotti dai carabinieri di Bassano del Grappa e coordinati dalla Procura di Vicenza, sarebbe stato lo stesso giornalista a provocare l'incendio del portone della propria abitazione a Enego, episodio denunciato nello scorso mese di maggio come un attentato intimidatorio.
Per questa vicenda Cappellari risulta indagato con le accuse di incendio, calunnia e simulazione di reato. L'episodio aveva suscitato ampia solidarietà nel mondo dell'informazione e delle istituzioni, anche perché era stato collegato alle lettere anonime di minaccia ricevute in precedenza e indirizzate anche al parroco don Maurizio Patriciello e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
La confessione del giornalista segna ora una svolta nell'inchiesta, chiudendo il caso con l'ammissione che il presunto attentato era stato interamente simulato.