Politica

Cava Pianezze a Schio: bloccato l'ampliamento dalla Regione Veneto

mercoledì 25 febbraio 2026 Martino Montagna

La Regione Veneto ha respinto definitivamente il progetto di ampliamento della cava di calcare “Pianezze”, presentato dalla società Trentin Ghiaia S.r.l. nell’area tra Ca’ Trenta e Monte di Magrè. La decisione, annunciata durante la Conferenza dei servizi alla presenza di Regione, Comune di Schio, Ulss 7 Pedemontana e Vigili del fuoco, conferma il parere negativo espresso già a febbraio dalla Commissione regionale nell’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).

Il progetto prevedeva l’espansione dell’area estrattiva da 10.000 a 26.000 metri quadrati, con l’estrazione di oltre 300 mila metri cubi di materiale in dieci anni tramite mine ed esplosivi. La proposta è stata giudicata incompatibile con le caratteristiche ambientali e urbanistiche della zona.

La Regione ha accolto gran parte delle criticità evidenziate dal Comune di Schio e dal Comitato “No Cava Pianezze”, supportato da Legambiente, che hanno denunciato problemi legati a rumore, vibrazioni, polveri sottili, perdita di aree boschive, traffico pesante, salute pubblica e mancato ripristino ambientale. Due aspetti chiave hanno influito sulla decisione finale: l’impatto acustico, già significativo, e il rischio idrogeologico, con possibili dissesti del versante e alterazioni del torrente Covolo e delle falde acquifere in un’area fragile.

Il sindaco di Schio, Cristina Marigo, ha sottolineato l’importanza della scelta come esempio di sviluppo sostenibile, compatibile con ambiente e vivibilità delle comunità locali. L’assessore alle Politiche ambientali Alessandro Maculan ha evidenziato che le osservazioni tecniche puntuali, già presentate dal Comune e dal Comitato, hanno trovato pieno riscontro nella decisione della Regione.

Il Comitato “No Cava Pianezze” ha espresso grande soddisfazione, ribadendo l’importanza della tutela della salute e della sicurezza dei residenti e dichiarando che continuerà a vigilare sul rispetto delle responsabilità ambientali e sul ripristino dell’area.

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