martedì 1 settembre 2026 Martino Montagna
Un grave episodio di bracconaggio è stato ricostruito dalla Polizia Provinciale di Vicenza, che al termine di una complessa attività investigativa ha individuato i presunti responsabili dell’uccisione di un cinghiale avvenuta in un’area boschiva del Basso Vicentino.
L’indagine era partita dal ritrovamento della carcassa dell’animale, rinvenuto intrappolato in un laccio metallico. Gli accertamenti successivi hanno fatto emergere una modalità di uccisione particolarmente cruenta: dopo essere stato catturato, il cinghiale sarebbe stato colpito ripetutamente alla testa con uno strumento da taglio fino a provocarne la morte.
Gli agenti della Polizia Provinciale hanno ricostruito la dinamica attraverso un’attività investigativa che ha combinato tecniche tradizionali, attività tecniche e una capillare raccolta di informazioni sul territorio. Gli elementi acquisiti avrebbero portato a individuare il coinvolgimento di più persone, tra cui un soggetto già noto agli investigatori e altri ancora in corso di identificazione. I profili e gli elementi raccolti sono stati trasmessi all’Autorità Giudiziaria.
Le ipotesi di reato formulate sono particolarmente pesanti e comprendono, tra l’altro, il furto aggravato di fauna selvatica, considerata patrimonio indisponibile dello Stato, oltre all’uccisione e al maltrattamento di animali in concorso.
Il vicepresidente della Provincia di Vicenza con delega alla Polizia Provinciale, Moreno Marsetti, ha condannato duramente quanto accaduto, definendo l’operazione un segnale di «tolleranza zero» contro il bracconaggio e la crudeltà nei confronti degli animali. Marsetti ha inoltre espresso il proprio apprezzamento agli agenti per la professionalità e la determinazione dimostrate nelle indagini, sottolineando il ruolo del monitoraggio delle aree rurali e boschive nella tutela della biodiversità e della legalità.
La Provincia precisa però che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Per gli indagati vale quindi il principio della presunzione di innocenza e l’eventuale responsabilità penale dovrà essere accertata esclusivamente in sede giudiziaria.
Il caso riporta inoltre l’attenzione sul controllo del cinghiale, specie invasiva per la quale la Provincia di Vicenza promuove interventi di contenimento a tutela della biodiversità e del patrimonio agricolo e rurale. Si tratta di attività lecite e necessarie, ma che devono essere svolte nel rispetto di precise regole, esclusivamente da persone abilitate e autorizzate e sotto il controllo della Polizia Provinciale. L’utilizzo di lacci e altri sistemi illegali, come quello emerso nell’inchiesta, costituisce invece un’attività di bracconaggio.