martedì 14 aprile 2026 Martino Montagna
Un intervento rapido dei Carabinieri della Compagnia di Schio ha portato, nella mattinata del 12 aprile 2026, all’arresto in flagranza di un cittadino rumeno di 38 anni, domiciliato in città, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali ai danni della compagna convivente. Il caso rientra nell’ambito delle attività di contrasto ai reati riconducibili al cosiddetto “codice rosso”, a tutela delle vittime di violenza domestica.
La vicenda ha avuto origine durante la notte, quando la donna si è presentata in evidente stato di shock presso la Stazione dei Carabinieri di Schio. La vittima presentava lesioni al volto ed è stata immediatamente soccorsa dal personale del 118, per poi essere trasportata all’Ospedale Alto Vicentino di Santorso, dove è stata ricoverata con una prognosi di 30 giorni.
Raccolta la denuncia, i militari hanno ricostruito una dinamica particolarmente grave: secondo quanto riferito dalla donna, l’aggressione sarebbe avvenuta al termine di un alterco scoppiato in ambito domestico, aggravato dall’abuso di alcol da parte dell’uomo. Nel corso della violenza, il 38enne l’avrebbe colpita con calci e pugni, arrivando anche a minacciarla con un coltello da cucina.
Gli accertamenti successivi hanno inoltre fatto emergere un quadro di reiterazione dei maltrattamenti: la donna ha infatti dichiarato di aver subito episodi analoghi in almeno altre quattro occasioni negli ultimi sette mesi, mai denunciati e mai refertati in strutture sanitarie.
I Carabinieri, recatisi immediatamente presso l’abitazione della coppia, hanno rintracciato l’uomo ancora in stato di alterazione psicofisica dovuta all’alcol. Durante il sopralluogo è stato inoltre sequestrato un coltello con lama di circa 20 centimetri e repertata una ciocca di capelli della vittima, elementi ritenuti utili alle indagini.
Alla luce degli elementi raccolti e della quasi flagranza di reato, il 38enne è stato arrestato e trasferito presso la Casa Circondariale di Vicenza, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. La Procura berica ha già richiesto la convalida dell’arresto.
Le indagini proseguono per definire compiutamente la posizione dell’indagato e ricostruire eventuali ulteriori episodi di violenza non ancora emersi.