mercoledì 28 gennaio 2026 Martino Montagna
La Provincia di Vicenza interviene con decisione per difendere i propri comuni montani e pedemontani. In una lettera indirizzata al Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, e per conoscenza alla Regione Veneto e a tutti gli europarlamentari e parlamentari vicentini, l’Amministrazione provinciale esprime forte preoccupazione per i nuovi criteri di classificazione dei comuni montani, previsti dalla legge 131/2025, che potrebbero penalizzare numerose realtà locali.
La legge montagna, entrata in vigore lo scorso settembre, aveva l’obiettivo di incentivare lo sviluppo e la valorizzazione delle zone montane italiane, ma i criteri di altitudine e pendenza attualmente in discussione nel Dpcm rischiano di escludere molti comuni che, nei fatti, affrontano le stesse difficoltà delle “terre alte”. Secondo le nuove regole, i comuni montani passerebbero da 4.059 a 2.843, con l’esclusione di 16 comuni vicentini, tra cui Bassano del Grappa, Marostica, Chiampo, Piovene Rocchette e Trissino.
La Provincia sottolinea le conseguenze di questa esclusione: perdita di finanziamenti diretti come il Fosmit, mancati sgravi burocratici e riduzione delle tutele previste per la montagna. Questo scenario, avverte l’Amministrazione, potrebbe accelerare fenomeni di spopolamento e aggravare il rischio di dissesto idrogeologico, poiché l’abbandono dei territori riduce il presidio umano sulle zone collinari e pedemontane.
Il presidente Andrea Nardin, il vicepresidente Moreno Marsetti e il consigliere delegato alla Montagna Renzo Marangon hanno sottolineato che il territorio vicentino è caratterizzato da una conformazione orografica complessa, dove montagne, pedemontane e colline sono un continuum che condivide le stesse fragilità strutturali e socio-economiche. "Non possiamo tutelare solo le vette – afferma Nardin – lasciando indietro le pendici abitate. I parametri numerici devono rispecchiare la realtà del territorio."
Marsetti aggiunge che molte comunità collinari gestiscono territori vasti e impervi, e perderne il supporto significherebbe condannarle all’abbandono. Marangon evidenzia come il presidio umano sia fondamentale per contrastare il dissesto idrogeologico e mantenere il territorio, già segnato dallo spopolamento. La Provincia chiede quindi al Governo una classificazione più realistica e aderente alle caratteristiche geografiche e sociali dei comuni vicentini, per garantire che nessuna comunità venga esclusa dalle tutele e dai fondi destinati alla montagna.