domenica 1 marzo 2026
A Zanica non serviva lo spettacolo. Serviva maturità. E il Vicenza l’ha dimostrata tutta.
Vittoria di struttura, non di volume. Il Vicenza supera l’AlbinoLeffe 1-0 in una gara a bassa produzione offensiva ma ad alta densità tattica, risolta da un episodio e gestita con equilibrio posizionale. Gallo imposta la partita su un controllo ragionato del possesso, con Carraro regista basso incaricato di dare tempi e ampiezza alla manovra. Il Lane costruisce prevalentemente in uscita pulita a tre, con i braccetti che accompagnano e i quinti chiamati ad aprire il campo per disarticolare il blocco lombardo. L’AlbinoLeffe risponde con un 5-3-2 molto compatto in fase di non possesso, linee strette, densità centrale e marcature preventive sugli inserimenti delle mezzali.
Il primo tempo è un confronto di occupazione degli spazi più che di occasioni. Il Vicenza mantiene il pallone ma fatica a trovare ricezioni pulite tra le linee, complice l’ottima schermatura dei mediani di casa. L’AlbinoLeffe lavora bene sulle seconde palle e prova a verticalizzare rapidamente una volta riconquistato il possesso, ma senza continuità nella rifinitura. L’episodio più rilevante della prima frazione è la traversa colpita da Parlati sugli sviluppi di un cross laterale: situazione nata da una transizione, unico vero momento di scompenso difensivo biancorosso.
Nella ripresa Gallo interviene subito, inserendo Morra per aumentare presenza centrale e attacco dell’area. Il Vicenza alza il baricentro con maggiore decisione e intensifica l’occupazione della zona di rifinitura. Al 51’ l’episodio che indirizza il match: trattenuta su Cuomo in area, rigore assegnato dopo le proteste di Lopez. Morra trasforma con esecuzione pulita e vantaggio ospite.
Da lì in avanti il Lane cambia gestione: meno conduzione rischiosa, più controllo territoriale. In fase di non possesso la squadra si dispone in blocco medio, con linee compatte e attenzione costante alle uscite sugli esterni. L’AlbinoLeffe prova ad alzare il ritmo, ma la manovra resta laterale e prevedibile. I lanci diretti verso le punte vengono assorbiti dalla linea difensiva biancorossa, efficace nelle letture preventive e dominante nel gioco aereo.
Gallo inserisce Rauti per dare profondità nelle transizioni offensive e alleggerire la pressione. Morra sfiora il raddoppio all’85’ dopo una situazione di riaggressione alta, ma Baldi tiene il risultato in bilico. Sul fronte opposto De Paoli prova la conclusione dal limite, neutralizzata da Gagno, sempre attento nelle uscite e nelle coperture sul primo palo.
Nel finale il Vicenza non si abbassa in modo passivo: resta corto, controlla le seconde palle e gestisce il tempo partita. L’ammonizione di Carraro, che salterà il prossimo turno, è l’unico neo di una prova complessivamente solida.
È una vittoria costruita su disciplina posizionale, gestione dei ritmi e sfruttamento dell’episodio. In un campionato dove i dettagli fanno la differenza, il Vicenza dimostra di saper vincere anche in partite a punteggio basso, mantenendo equilibrio e struttura. Segnale tecnico chiaro nella corsa al vertice.
A cura di Valentina Ruzza