giovedì 2 aprile 2026 Martino Montagna
Vicenza torna al centro di una nuova emergenza legata alla sicurezza all’interno del carcere locale, dove negli ultimi giorni si sono registrati tre violenti episodi di aggressione ai danni di agenti della Polizia Penitenziaria. Secondo quanto denunciato dal sindacato Unione Sindacati Polizia Penitenziaria (USPP), gli operatori in servizio sono stati protagonisti — loro malgrado — di scontri con i detenuti che hanno richiesto cure mediche e prognosi fino a circa 15 giorni.
Negli incidenti verificatisi tra 30 e 31 marzo, un agente è stato quasi strangolato da un detenuto, un altro ha visto un compagno di reparto tentare di strappargli le chiavi di servizio, e in un’altra colluttazione un agente è stato ferito nel corso di una collissione fisica. Il sindacato ha descritto la situazione come una vera e propria “escalation di violenze”, attribuendola a carenze strutturali, organico insufficiente e difficoltà crescenti nella gestione di detenuti difficili.
Secondo fonti televisive e social locali, in altri momenti recenti sarebbero circolati video — anche su pagine come Rete Veneta e gruppi Facebook di cronaca locale — in cui si vedono detenuti in proteste interne e agenti coinvolti in interventi concitati per ricondurre l’ordine nei reparti. In alcuni casi, testimonianze online mostrano detenuti barricati in protesta, mentre il sindacato invoca rinforzi concreti e maggiore presenza di agenti nei turni di servizio.
L’USPP ha lanciato un appello a istituzioni e autorità competenti affinché si affrontino con urgenza le criticità dell’istituto penitenziario. La carenza di personale, secondo il sindacato, costringe gli agenti a turni prolungati e a gestire situazioni sempre più complesse, con rischi non solo per loro stessi, ma anche per la sicurezza dei detenuti.
Sui social vicentini, molti cittadini hanno espresso solidarietà agli agenti, commentando con rabbia e preoccupazione le immagini e i resoconti degli scontri. Alcuni utenti hanno sollevato dubbi anche sul clima interno del carcere, chiedendo trasparenza sulle condizioni dei detenuti e sugli strumenti messi a disposizione del personale per gestire situazioni critiche.
Non si tratta di un’emergenza isolata. Fonti d’archivio mostrano che il carcere di San Pio X ha già vissuto momenti di tensione in passato, tra proteste dei detenuti e richieste di interventi aggiuntivi da parte delle organizzazioni sindacali.
La situazione resta sotto osservazione, con il sindacato che continua a chiedere interventi immediati, tra cui maggiore organico, investimenti in formazione e strategie di gestione delle dinamiche detentive, per garantire sicurezza sia agli agenti che ai detenuti. Al momento, non risultano comunicati ufficiali da parte del Ministero della Giustizia né della direzione dell’istituto penitenziario.