giovedì 30 luglio 2026 Martino Montagna
Una lettera di scuse, una risposta pubblica e una frase destinata a chiudere una delle polemiche più accese degli ultimi mesi nel Vicentino: «Per me la questione si chiude qui, accetto le sue scuse». Con queste parole Elena Donazzan ha annunciato la conclusione dello scontro con don Fabio Miglioranza, parroco di Sarcedo, dopo settimane di tensioni nate sui social e sfociate in una denuncia per diffamazione.
Una vicenda che ha trasformato un confronto a distanza tra una rappresentante politica europea e un sacerdote di provincia in un caso nazionale sul rapporto tra politica, religione, libertà di espressione e linguaggio sui social.
Tutto nasce da alcuni interventi pubblicati online dopo la polemica riguardante l’iniziativa di una classe della scuola Cuman Pertile di Marostica, legata a un’esperienza di solidarietà nei confronti dei migranti arrivati lungo la rotta balcanica. Una vicenda che aveva già diviso il mondo politico veneto tra chi difendeva il valore educativo dell’iniziativa e chi criticava la scelta, ritenendola troppo vicina a determinate posizioni politiche.
Nel dibattito era intervenuto anche don Fabio Miglioranza, frate cappuccino e amministratore parrocchiale dell’Unità pastorale di Sarcedo, con commenti molto duri nei confronti delle posizioni espresse dalla parlamentare. Donazzan aveva ritenuto quelle parole offensive per la propria reputazione e aveva deciso di rivolgersi alla magistratura.
La frase pronunciata dalla politica nel momento dell’annuncio della querela aveva colpito l’opinione pubblica per il suo tono particolare: «Ti perdono e ti denuncio». Una formula diventata il simbolo dello scontro tra due mondi apparentemente contrapposti: quello della politica istituzionale e quello dell’impegno pastorale.
Dopo la lettera di scuse ricevuta dal sacerdote, Donazzan ha scelto di non proseguire lo scontro pubblico e di considerare conclusa la vicenda. La decisione segna una tregua dopo settimane di polemiche e lascia aperta una riflessione più ampia sul linguaggio utilizzato nella comunicazione politica e religiosa.