venerdì 10 luglio 2026 Martino Montagna
Prosegue senza sosta l’attività di controllo del territorio da parte dei Carabinieri della Compagnia di Schio, impegnati nel contrasto ai fenomeni di criminalità. Nelle ultime ore i militari della Stazione di Schio hanno arrestato due persone e denunciato in stato di libertà altre tre, al termine di diverse operazioni investigative.
I primi due provvedimenti hanno riguardato un 23enne e un 52enne, entrambi già sottoposti alla misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali. I Carabinieri li hanno rintracciati dopo che gli Uffici di Sorveglianza di Verona e Agrigento avevano emesso due distinti provvedimenti di aggravamento della misura, con la revoca del beneficio e il ripristino della custodia in carcere.
Alla base dei provvedimenti ci sarebbero state numerose violazioni delle prescrizioni imposte dall’Autorità Giudiziaria, raccolte e documentate dai militari nel corso dei controlli. Durante le fasi dell’arresto del 23enne, il giovane avrebbe inoltre tentato di opporsi ai Carabinieri brandendo un coltello e minacciandoli. Dopo una breve fase di mediazione, il ragazzo ha consegnato l’arma, che è stata sequestrata. Per questo motivo è stato anche denunciato per minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.
Al termine delle procedure previste, entrambi gli arrestati sono stati accompagnati nel carcere di Vicenza.
Le indagini dei Carabinieri hanno portato anche alla denuncia di tre persone. Un 49enne è ritenuto responsabile dei reati di ricettazione e indebito utilizzo di carte di pagamento. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe utilizzato un bancomat risultato rubato da un’auto in sosta a Schio per effettuare un pagamento fraudolento di 150 euro in un esercizio commerciale del centro storico.
Sono stati invece denunciati per furto aggravato due giovani di 25 anni, ritenuti responsabili di alcuni episodi di sottrazione di generi alimentari avvenuti in due negozi della città tra marzo e aprile scorsi.
I Carabinieri ricordano che i provvedimenti adottati sono misure disposte nell’ambito delle attività investigative e che, in base al principio della presunzione di innocenza, la responsabilità delle persone coinvolte potrà essere accertata definitivamente solo con un’eventuale sentenza irrevocabile di condanna.