giovedì 6 agosto 2026 Martino Montagna
Addio a Francesco Guccini, il “Maestrone” che conquistò anche il cuore del Vicentino: dalla musica alla confraternita del Bacalà, un legame fatto di memoria e tradizione
Lutto nel mondo della musica e della cultura italiana: si è spento Francesco Guccini, uno dei più grandi cantautori del nostro Paese. A 86 anni lascia un patrimonio artistico immenso fatto di canzoni, poesia, racconti e una straordinaria capacità di raccontare l’Italia attraverso le sue storie, i suoi personaggi e le sue contraddizioni.**
Ma il ricordo di Guccini non appartiene soltanto ai grandi palcoscenici della musica d’autore: nel Vicentino resterà vivo anche per un rapporto speciale con un territorio che lo aveva accolto con affetto e riconoscenza. Un legame suggellato nel 2023, quando il cantautore venne nominato **confratello onorario della Venerabile Confraternita del Bacalà alla Vicentina di Sandrigo**, entrando simbolicamente nella grande famiglia che da anni tutela e promuove uno dei piatti più rappresentativi della tradizione vicentina.
L’investitura avvenne durante il tradizionale Gran Galà del Bacalà a Sandrigo, appuntamento che riunisce ogni anno appassionati di cucina, cultura e territorio. In quell’occasione Guccini ricevette il collare della Confraternita dalle mani del priore, accolto come un artista capace, proprio come la cucina vicentina, di unire generazioni diverse.
Il cantautore raccontò il suo rapporto personale con il bacalà alla vicentina, definendolo un piatto legato ai ricordi dell’infanzia e della giovinezza. Per Guccini non era semplicemente una pietanza, ma un elemento della memoria: un sapore capace di riportare alle origini, alla vita semplice, alle tavole familiari e a quel mondo contadino e montanaro che spesso aveva raccontato anche nelle sue canzoni.
Una dichiarazione perfettamente in sintonia con lo spirito della Confraternita, nata non soltanto per celebrare un piatto, ma per difendere una storia fatta di viaggi, contaminazioni culturali e identità locale. Il bacalà alla vicentina rappresenta infatti l’incontro tra il merluzzo essiccato proveniente dai mari del Nord e la tradizione gastronomica veneta, diventando nel tempo un simbolo del territorio.
Francesco Guccini è stato molto più di un cantautore. È stato narratore, scrittore, osservatore della società e interprete di un’intera stagione culturale italiana. Le sue canzoni hanno raccontato la storia, gli ideali, le illusioni e le fragilità di intere generazioni.
Da “Auschwitz” a “La locomotiva”, da “Il vecchio e il bambino” a “L’avvelenata”, il suo repertorio ha saputo unire impegno civile, ironia, malinconia e profondità letteraria. La sua voce roca e il suo stile inconfondibile hanno trasformato molte delle sue composizioni in vere pagine di letteratura popolare.
Guccini apparteneva a quella generazione di artisti che hanno fatto della musica uno strumento di riflessione, capace di parlare non solo al pubblico dei concerti ma anche alle comunità, alle piazze e ai luoghi della vita quotidiana.
A Sandrigo, il ricordo del cantautore resterà legato a quell’abbraccio simbolico ricevuto dalla Confraternita del Bacalà. Una nomina che aveva un valore che andava oltre il riconoscimento ufficiale: rappresentava l’incontro tra due mondi apparentemente lontani, la grande canzone d’autore italiana e una tradizione gastronomica nata dalla storia di una comunità.
La Venerabile Confraternita del Bacalà alla Vicentina ha sempre sottolineato come il piatto sia parte di un patrimonio culturale fatto di racconti, convivialità e identità. In questo senso Guccini, con la sua capacità di raccontare persone e territori, era un interprete naturale di quei valori.
Con la scomparsa di Francesco Guccini se ne va una delle voci più autorevoli della cultura italiana contemporanea. Rimangono le sue parole, le sue melodie e quel modo unico di raccontare il tempo che passa, i luoghi dell’anima e le storie delle persone comuni.
Anche il Vicentino lo ricorderà così: non soltanto come uno dei giganti della musica italiana, ma come un confratello speciale, capace di riconoscere nel bacalà alla vicentina qualcosa di più di un piatto: un pezzo di memoria, proprio come una canzone.