mercoledì 14 ottobre 2026 Martino Montagna
Si era inventato un grave incidente stradale per mettere in allarme una vedova di 89 anni e convincerla a consegnare tutti i suoi risparmi. Il presunto truffatore è stato bloccato sulla Pedemontana Veneta: recuperato il denaro sottratto.
ENEGO – Una telefonata, una storia drammatica e la paura di vedere il proprio figlio finire nei guai con la giustizia. È bastato questo a un presunto truffatore per raggirare una vedova di 89 anni residente a Enego, portandole via 14mila euro in contanti, i risparmi custoditi in casa. La fuga, però, è durata poco: un uomo di 39 anni, residente a Napoli e già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dai Carabinieri della Compagnia di Bassano del Grappa.
L’episodio, avvenuto martedì 13 ottobre, riporta l’attenzione sul fenomeno delle truffe agli anziani, messe a segno da persone che sfruttano la fiducia nelle istituzioni e gli affetti familiari per ottenere denaro e preziosi.
La telefonata e la falsa emergenza
Tutto sarebbe cominciato intorno alle 15.30, quando il telefono di casa dell’anziana ha squillato. Dall’altra parte della linea un uomo si è presentato come un carabiniere, raccontando alla donna una vicenda allarmante: il figlio, che vive in Svizzera, avrebbe investito una bambina, provocandole lesioni molto gravi.
Una notizia sconvolgente, capace di gettare nel panico qualsiasi genitore, soprattutto una persona anziana che si ritrova improvvisamente sola ad affrontare una situazione apparentemente drammatica.
Il falso militare avrebbe quindi prospettato alla donna la possibilità che il figlio venisse fermato e le avrebbe chiesto 29mila euro per evitare conseguenze giudiziarie. Una richiesta presentata come urgente, facendo leva sulla preoccupazione della madre e sulla necessità di intervenire immediatamente.
Poco dopo la telefonata, alla porta dell’abitazione si è presentato un uomo, che si sarebbe qualificato come l’incaricato del presunto carabiniere. L’anziana, convinta di dover aiutare il figlio, ha consegnato quanto aveva a disposizione: 14mila euro in contanti, tutti i suoi risparmi.
Secondo quanto ricostruito, il visitatore avrebbe tentato di ottenere anche la fede nuziale della donna. Poi si sarebbe allontanato rapidamente, portando con sé il denaro raccolto in una custodia di plastica.
La fuga sulla Pedemontana e il blitz dei veri Carabinieri
A far saltare i piani del presunto truffatore è stata l’attività di controllo del territorio dei Carabinieri, che hanno individuato una Citroën C3 già segnalata perché ritenuta in uso a persone sospettate di essere coinvolte in truffe ai danni di anziani.
Sono così scattate le ricerche, con il coinvolgimento della Centrale operativa e di militari in abiti civili. L’automobile è stata seguita lungo la Valsugana fino al casello di Bassano Est della Superstrada Pedemontana Veneta, dove è stata fermata dagli uomini della Sezione Radiomobile.
Alla guida c’era un 39enne napoletano. La successiva perquisizione personale e del veicolo avrebbe permesso di recuperare oltre 6.500 euro in contanti addosso all’uomo e altri 11.500 euro, suddivisi in sette mazzette di diverso taglio e nascosti sotto il sedile del conducente, all’interno della stessa custodia sottratta poco prima all’anziana.
Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati anche tre telefoni cellulari, sui quali potranno essere effettuati ulteriori accertamenti per ricostruire eventuali contatti e verificare possibili collegamenti con altri episodi.
Recuperato il denaro, indagini su eventuali altri colpi
La somma rinvenuta, insieme agli altri beni sequestrati, è stata posta a disposizione dell’autorità giudiziaria in vista della restituzione alla vittima. L’anziana, rassicurata dai militari, ha formalizzato la denuncia-querela presso la Stazione dei Carabinieri di Enego.
Il 39enne è stato arrestato in flagranza con le accuse contestate di truffa pluriaggravata e sostituzione di persona e, al termine delle formalità di rito, è stato accompagnato nel carcere di Vicenza, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Gli investigatori stanno inoltre approfondendo la provenienza del denaro e verificando se l’uomo possa essere coinvolto in altri raggiri analoghi. La presenza di un’automobile già segnalata e il ritrovamento dei telefoni cellulari rappresentano elementi che potranno contribuire agli accertamenti.
La responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata nelle sedi giudiziarie, nel rispetto della presunzione di innocenza.
Il raggiro del falso carabiniere: come difendersi
Il caso di Enego segue uno schema purtroppo ricorrente. Il truffatore si presenta al telefono come appartenente alle forze dell’ordine, annuncia un incidente o un grave problema giudiziario che coinvolgerebbe un familiare e prospetta la necessità di consegnare denaro o gioielli per risolvere la situazione.
La pressione psicologica è l’elemento decisivo: la vittima viene spinta ad agire in fretta, senza avere il tempo di verificare la storia o consultare altre persone. In alcuni casi, dopo la telefonata, un complice si presenta direttamente alla porta per ritirare il denaro.
È fondamentale ricordare che le forze dell’ordine non chiedono denaro ai cittadini per evitare arresti o risolvere procedimenti giudiziari. In caso di telefonate sospette, è opportuno interrompere la conversazione, contattare direttamente il familiare interessato e rivolgersi al 112 per verificare quanto sta accadendo.
La vicenda di Enego si è conclusa con il recupero del denaro e l’arresto del presunto responsabile. Resta, però, la preoccupazione per un sistema criminale che prende di mira persone fragili, trasformando l’amore per un figlio e la paura di perderlo in strumenti per sottrarre loro i risparmi di una vita.