giovedì 30 luglio 2026 Martino Montagna
Ha fatto scalpore a Enego e ben oltre i confini dell'Altopiano la clamorosa svolta nelle indagini sull'attentato incendiario del 30 maggio scorso. Una vicenda che nei mesi scorsi aveva attirato l'attenzione dei media nazionali per le minacce rivolte a un collaboratore di testate locali e per il coinvolgimento, nei messaggi intimidatori, della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e di don Maurizio Patriciello.
Nella giornata di ieri i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Bassano del Grappa hanno eseguito un decreto di perquisizione personale, domiciliare e informatica disposto dalla Procura della Repubblica nei confronti di Adriano Cappellari. L'uomo è indagato, a vario titolo, per incendio, calunnia, simulazione di reato continuata, procurato allarme e truffa ai danni di un ente pubblico.
L'indagine prende le mosse dall'esplosione avvenuta il 30 maggio davanti all'abitazione di Cappellari, a Enego. Secondo la ricostruzione degli investigatori, una persona travisata avrebbe lanciato una busta all'interno della proprietà e collocato vicino all'ingresso un ordigno artigianale composto da bombolette di gas da campeggio, contenitori di alcol, liquido infiammabile e materiale pirotecnico. Le fiamme furono spente tempestivamente dai residenti, evitando conseguenze più gravi.
Nella busta erano presenti lettere di minaccia e fotografie con i volti di Cappellari, della presidente Meloni e di don Maurizio Patriciello cerchiati in rosso e contrassegnati da una X, un elemento già comparso in precedenti episodi denunciati dallo stesso Cappellari tra novembre 2025 e febbraio 2026.
Proprio la ripetizione di questi episodi aveva portato le autorità a predisporre un dispositivo di protezione nei confronti del giornalista, con vigilanza dedicata e successivamente una scorta composta da militari dell'Arma, utilizzata anche durante i suoi spostamenti per eventi pubblici, compresa la partecipazione alla Partita del Cuore all'Aquila.
Le indagini, coordinate dalla Procura, hanno però progressivamente indirizzato i sospetti verso lo stesso denunciante. Fondamentale sarebbe stata l'analisi tecnica dei materiali recuperati sul luogo dell'esplosione. Nonostante il tentativo di eliminare le etichette identificative, gli specialisti sono riusciti a risalire alla marca e al modello delle bombolette di gas e delle bottiglie di alcol impiegate.
Gli accertamenti effettuati sulla piattaforma di e-commerce dalla quale erano stati acquistati i prodotti avrebbero evidenziato che proprio Cappellari, tra il 25 e il 29 aprile, aveva ordinato le stesse bombolette di gas e le stesse confezioni di alcol utilizzate nell'attentato. Gli acquisti sarebbero stati pagati con una carta di credito a lui intestata e spediti direttamente alla sua abitazione di Enego.
A rafforzare il quadro investigativo vi sarebbero inoltre le immagini delle telecamere di videosorveglianza. Secondo la Procura, l'altezza della persona travisata ripresa durante il deposito dell'ordigno sarebbe compatibile con quella di Cappellari. Inoltre, i filmati mostrerebbero il suo rientro a casa pochi minuti prima dell'esplosione e, subito dopo l'incendio, mentre riprende con il cellulare le operazioni di spegnimento.
Le indagini proseguono ora per completare gli accertamenti informatici e ricostruire nel dettaglio tutti gli episodi contestati. Come previsto dall'ordinamento, le accuse formulate dalla Procura dovranno essere verificate nel corso del procedimento e l'indagato è da considerarsi non colpevole fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna.