Cronaca

Evasione dall’ospedale di Vicenza: detenuto catturato poco dopo

mercoledì 5 agosto 2026 Martino Montagna

Un detenuto marocchino della Casa circondariale di Vicenza è evaso durante un accompagnamento in ospedale per una visita medica urgente, ma la fuga è durata poche ore. L’uomo, sottoposto al regime di sorveglianza particolare previsto dall’articolo 14-bis dell’Ordinamento Penitenziario, è riuscito ad allontanarsi dalla struttura sanitaria intorno alle 13.30.

Il detenuto è stato però rapidamente rintracciato e catturato nelle vicinanze dell’ospedale grazie al tempestivo intervento della Polizia Penitenziaria. Alle ricerche hanno partecipato anche alcuni agenti liberi dal servizio, accorsi immediatamente dopo l’allarme per contribuire alle operazioni.

A rendere noto l’episodio è stato il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), che ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dal personale impegnato nella scorta. «La professionalità, la determinazione e lo spirito di servizio degli operatori hanno impedito che un episodio gravissimo si trasformasse in una fuga riuscita», ha dichiarato Giovanni Vona, segretario nazionale SAPPE per il Triveneto.

Secondo il sindacato, tuttavia, il caso di Vicenza evidenzia ancora una volta le difficoltà operative affrontate quotidianamente dagli agenti addetti alle traduzioni e ai piantonamenti. Il SAPPE sottolinea come i tentativi di evasione durante trasferimenti, ricoveri ospedalieri, udienze o all’interno degli istituti penitenziari siano diventati sempre più frequenti, segnalando la necessità di interventi strutturali.

Il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, ha denunciato le condizioni di lavoro del personale della Polizia Penitenziaria, evidenziando carenze negli organici, turni particolarmente pesanti, mezzi di servizio spesso vecchi o indisponibili e una formazione specialistica ancora da potenziare. Secondo il sindacato, anche il trattamento economico non sarebbe adeguato ai rischi e alle responsabilità affrontate dagli operatori.

Il SAPPE chiede inoltre una revisione delle procedure relative ai ricoveri ospedalieri dei detenuti, sostenendo che molti trasferimenti classificati come urgenti potrebbero essere valutati con criteri più rigorosi. L’obiettivo, secondo il sindacato, sarebbe limitare gli accompagnamenti esterni ai soli casi realmente indispensabili, riducendo i rischi per la sicurezza e l’impiego di personale.

Il sindacato ha infine rivolto un appello al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria affinché vengano adottati interventi immediati: aumento degli organici, rinnovo dei mezzi, maggiore formazione e revisione del sistema di traduzioni e piantonamenti. L’episodio avvenuto a Vicenza, secondo il SAPPE, rappresenta infatti il segnale di una criticità ormai strutturale nel sistema penitenziario.

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