Gallo alla vigilia della sfida del Castellani: «Fisicamente stiamo bene, abbiamo lavorato sulla testa».

giovedì 22 ottobre 2026 Valentina Ruzza

Dopo la rimonta di Benevento, il Lane cerca continuità e personalità. E sulle scelte di formazione il messaggio è chiaro: giocherà chi ha dato maggiori garanzie.

VICENZA – Le gambe girano, è la testa che deve fare la differenza. Fabio Gallo non cerca giustificazioni, non concede alibi e soprattutto non nasconde ciò che al suo Vicenza continua a mancare: la capacità di affrontare le partite con la stessa intensità dal primo all'ultimo minuto. Alla vigilia della trasferta di Empoli, il tecnico biancorosso mette da parte i discorsi sulla condizione atletica e punta dritto al nodo della questione. Il Lane deve crescere mentalmente. E deve farlo in fretta.

Venerdì 23 ottobre, alle ore 20, allo stadio Castellani, l'ottava giornata di Serie BKT metterà il Vicenza di fronte all'Empoli. Una sfida che arriva dopo il pareggio per 2-2 sul campo del Benevento, risultato che ha raccontato ancora una volta le due anime della formazione biancorossa: fragile quando subisce l'iniziativa avversaria, decisamente più convincente quando trova il coraggio di alzare ritmo, pressione e baricentro.

È proprio da questa contraddizione che Gallo ha scelto di ripartire durante la settimana. «Ci siamo concentrati sugli aspetti morali, perché la squadra fisicamente sta bene, altrimenti non fai un secondo tempo così diverso rispetto al primo». Una dichiarazione che suona quasi come una diagnosi. Il problema non è la tenuta atletica, ma la capacità di esprimere il proprio potenziale senza aspettare di trovarsi con le spalle al muro.

A Benevento il Vicenza ha avuto il merito di non arrendersi, trovando nella ripresa le energie e la determinazione necessarie per rimettere in equilibrio una gara complicata. Ma la rimonta, per quanto significativa, non può diventare un'abitudine. Perché in Serie B regalare un tempo agli avversari significa esporsi a rischi che, alla lunga, finiscono per pesare sulla classifica.

Gallo lo sa e pretende un cambio di passo. Non soltanto nella gestione dei momenti difficili, ma soprattutto nell'atteggiamento iniziale. Contro l'Empoli servirà una squadra capace di imporre la propria presenza fin dai primi palloni, senza attendere uno schiaffo per trovare la reazione.

«Dovremo stare attenti a noi stessi, sul nostro approccio, sulla nostra voglia di affrontare la partita guardandosi dentro per cercare di finire la partita senza nessun tipo di rammarico su quello che eventualmente non è stato fatto».

Parole che vanno oltre la consueta conferenza della vigilia. È un richiamo alla responsabilità, individuale e collettiva. Prima ancora di preoccuparsi delle qualità dell'Empoli, il Vicenza dovrà dimostrare di aver compreso i propri errori. Perché il vero salto di qualità non passa soltanto dai punti conquistati, ma dalla capacità di dare continuità alle prestazioni, di leggere i momenti della gara e di non disperdere quanto costruito durante la settimana.

Il tecnico biancorosso non scopre invece le carte sulla formazione. Nessuna indicazione sui singoli, nessuna promessa di conferme. Solo un principio che lascia poco spazio alle interpretazioni: «Domani giocherà la formazione che mi ha dimostrato di stare meglio in campo».

Un messaggio preciso allo spogliatoio. Le scelte non saranno dettate dalle gerarchie, ma dalle risposte ricevute sul terreno di allenamento. Chi ha convinto di più partirà dall'inizio. Una linea che ribadisce come, in questo momento, Gallo consideri l'affidabilità e l'atteggiamento elementi decisivi quanto le qualità tecniche.

Il Castellani rappresenta dunque molto più di una semplice trasferta. È un banco di prova per misurare la maturità di un Vicenza che ha già dimostrato di saper reagire, ma deve ancora trovare la continuità necessaria per affrontare un campionato competitivo come quello cadetto.

La differenza, adesso, sta tutta qui: smettere di vivere di fiammate e cominciare a costruire prestazioni complete. Senza dover rincorrere, senza affidarsi soltanto all'orgoglio, senza aspettare che siano gli avversari a dettare le condizioni della partita.

Perché il carattere serve per rimontare. Ma per vincere, spesso, serve qualcosa di più: non dover rimontare affatto.

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