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Gallo detta la linea: “Chi penserà di essere arrivato durerà poco”

martedì 12 maggio 2026 Valentina Ruzza

VICENZA – Entusiasmo sì, ma senza perdere il contatto con la realtà. Fabio Gallo sceglie parole forti, profonde e cariche di significato per iniziare a tracciare il profilo del prossimo L.R. Vicenza. L’intervento del tecnico biancorosso durante “Rigorosamente Calcio” non è stata soltanto un’analisi tecnica sul campionato che attende il Lane, ma una vera dichiarazione d’identità. Un manifesto mentale rivolto alla squadra, all’ambiente e anche al mercato.

“È giusto vivere di entusiasmo ma bisogna anche conoscere veramente la categoria”.

Una frase che racchiude il senso dell’intero intervento. Perché Vicenza oggi vive inevitabilmente una forte ondata emotiva, ma Gallo prova a riportare tutto dentro una dimensione di lucidità. La Serie B, nelle sue parole, è un campionato completamente diverso rispetto alla Serie C: più intenso, più veloce, più imprevedibile e soprattutto molto più difficile da gestire mentalmente.

“Differenze tra C e B? Un motore diverso tra i giocatori, clamorosi ribaltamenti di fronte, servono giocatori pensanti ma anche chi ha velocità per ribaltare le azioni”.

Non basta la qualità tecnica. Servono letture rapide, intensità continua e capacità di adattarsi ai momenti della partita. Ma soprattutto serve equilibrio emotivo.

“Poi l’abitudine a smaltire velocemente le sconfitte e le vittorie”.

È forse proprio questo uno degli aspetti che più preoccupano e affascinano il tecnico biancorosso: la gestione mentale di una categoria che non concede pause e che cambia volto nel giro di poche giornate.

Gallo entra poi nel cuore della costruzione del nuovo Vicenza. E qui arriva probabilmente la frase più forte dell’intervista:

“Il Vicenza della prossima stagione dev’essere per mentalità lo stesso di quest’anno, chi verrà qui pensando che questo sia un punto di arrivo rimarrà poco”.

Un messaggio chiarissimo. Nessuna comfort zone. Nessun appagamento. Chi arriverà a Vicenza dovrà farlo con fame, spirito competitivo e disponibilità totale al lavoro quotidiano. Per Gallo il Lane non può diventare un luogo dove sentirsi “arrivati”, ma una piazza dove dimostrare ogni giorno qualcosa.

Anche il tema mercato viene affrontato con estrema lucidità.

“Servono due nuovi giocatori per reparto in modo che il livello degli allenamenti sia alto”.

Non semplici alternative numeriche, ma concorrenza interna vera, capace di alzare l’intensità durante tutta la settimana. Perché, nel pensiero del tecnico, il livello della squadra nasce prima di tutto dal lavoro quotidiano.

Molto significativa anche la riflessione sui valori umani del gruppo, concetto sul quale Gallo insiste più volte.

“Fondamentale è trattare allo stesso modo Broggian e Cappelletti, con diritti e doveri”.

Una frase che racconta perfettamente il suo modo di allenare. Nessun privilegio, nessuna gerarchia sbagliata. Conta il rispetto reciproco, conta la responsabilità condivisa. Ed è ancora più significativa la spiegazione sulla costruzione iniziale della squadra:

“La scelta iniziale dei ragazzi è stata fatta in funzione della persona e non della qualità tecnica”.

Per Gallo il valore umano aggiunge quella percentuale che la tecnica da sola non può garantire. È da lì che nasce il gruppo, è da lì che nasce la credibilità di una squadra.

E proprio sulla credibilità il tecnico si sofferma ricordando il suo arrivo a Vicenza.

“Io sono arrivato a Vicenza con la piazza che era delusa”.

Un ambiente ferito, che aveva bisogno prima di tutto di ritrovare fiducia. Per questo Gallo rivendica con forza il proprio approccio diretto:

“La mia idea è sempre stata quella di dire come stanno le cose. La gente non è stupida”. Parole che restituiscono il profilo di un allenatore molto attento al rapporto con l’ambiente e con i tifosi. Un legame che lui stesso definisce fortissimo:

“L’attestato di stima che ho ricevuto dopo aver firmato il contratto è stato qualcosa di ingestibile quasi”.

Nel corso della trasmissione spazio anche ai giovani e al settore Primavera, considerato una risorsa concreta per il futuro biancorosso.

“I giovani bravi devono stare con la prima squadra per crescere”.

E ancora:

“Il settore giovanile del Vicenza è stato uno dei migliori d’Italia per il valore dei ragazzi portati in prima squadra”.

Segnale chiaro di un club che vuole costruire continuità e identità senza perdere il legame con il proprio vivaio.

Molto toccante anche il passaggio personale dedicato al padre Romeo. Parlando del tatuaggio con la “R”, Gallo ha spiegato come quella lettera rappresenti contemporaneamente Vicenza e il padre scomparso:

“Ogni mio successo sarà dedicato a lui”.

Infine gli obiettivi. Anche qui nessuna promessa fuori misura, soltanto pragmatismo e conoscenza della categoria.

“Dalla salvezza bisogna passare sempre, qualunque sia l’obiettivo. Per una neopromossa bisogna partire da là”.

Ed è probabilmente proprio qui che si racchiude il senso più profondo del pensiero di Fabio Gallo: entusiasmo sì, ma accompagnato da lucidità, struttura mentale e fame quotidiana. Perché la Serie B, prima ancora che con il talento, si affronta con equilibrio e mentalità.

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