domenica 13 settembre 2026 Valentina Ruzza
Il punto c’è, il sorriso molto meno. Fabio Gallo esce dall’1-1 del Menti contro la Juve Stabia con una sensazione precisa: il Vicenza poteva e doveva gestire meglio il vantaggio.
«Avevamo preparato un piano gara, ma loro ci hanno proposto qualcosa di diverso e noi ci abbiamo messo un po’ ad adattarci», spiega il tecnico biancorosso. Il riferimento è soprattutto alla prima parte della partita, quando la Juve Stabia ha cambiato spesso uomini e posizioni, togliendo al Lane punti di riferimento chiari. «Sulla nostra destra loro si muovevano molto, Morra veniva incontro e noi siamo rimasti inizialmente legati a quello che avevamo preparato. Poi ci siamo sistemati».
La partita, però, era quella prevista: sporca, tattica, piena di duelli. «Lo avevamo detto: affrontavamo una squadra con qualità. Questa Serie B è così, non ha una regola. Tutti possono vincere contro tutti e tutti possono perdere contro tutti. Bisogna capire in fretta che muovere sempre la classifica conta».
Ma è sul gol del pari che Gallo cambia tono. «Quella situazione mi ha fatto arrabbiare. Eravamo avanti da un quarto d’ora e dovevamo gestirla molto meglio». Il tecnico torna sulla fase che ha portato all’1-1, sottolineando un errore collettivo prima ancora che individuale. «Quando perdi palla e vai in riaggressione devi sapere esattamente quali riferimenti prendere. Noi abbiamo sbagliato proprio lì, lasciando libero l’unico uomo che non dovevamo lasciare».
È questo il punto su cui Gallo insiste: la lettura. «Il calcio è fatto di decisioni. Ogni giocatore ne prende continuamente e spesso ha un secondo per scegliere. Puoi sbagliare, succede, ma devi imparare».
Nella ripresa il Vicenza ha anche rinunciato più spesso alla costruzione dal basso, affidandosi maggiormente alle verticalizzazioni di Gagno. «Oggi hai pochissimo tempo per uscire pulito. Gli avversari vengono a prenderti uomo su uomo e in cinque secondi devi aver già deciso. In certe situazioni diventa più efficace andare direttamente».
Gallo, invece, non accetta la lettura di un centrocampo troppo leggero nella protezione della difesa. «Non sono d’accordo. Quando una squadra ti viene a prendere uomo su uomo per tutto il campo, i duelli diventano inevitabili. Era una partita fatta anche di questo».
Nessuna bocciatura nemmeno sui singoli. «In questo momento i giudizi valgono relativamente. Ci sono giocatori che stanno crescendo e che possono darci qualità. Poi dipende dalle partite, dagli avversari e dai momenti».
Il messaggio resta chiaro: il pareggio muove la classifica, ma il Vicenza deve crescere soprattutto nella gestione. Perché andare avanti non basta. In Serie B, se abbassi per un attimo il livello della lettura, il conto arriva subito.