mercoledì 4 marzo 2026 Martino Montagna
La manifattura vicentina chiude il 2025 con una leggera ripresa, nonostante il quadro economico rimanga fragile. Secondo l’indagine congiunturale della Camera di Commercio sul IV trimestre, la produzione segna un +0,6% rispetto al trimestre precedente, confermando la tendenza positiva dei mesi estivi. Tuttavia, il confronto annuo mostra ancora una flessione (-0,8%), frutto di un primo semestre debole non compensato dalla ripresa autunnale.
Il risultato medio nasconde dinamiche contrastanti: crescono alimentare, sistema moda e concia, mentre soffrono orafo, legno-arredo e metalmeccanica. Gli ordini esteri hanno sostenuto questa mini-ripresa (+2,4%), compensando il calo del mercato interno (-1,9%). Il dato evidenzia la capacità delle imprese vicentine di adattarsi ai mercati internazionali, con un cauto ottimismo legato anche alla ripresa del Pil tedesco.
Sul fronte del lavoro, le ore di Cassa Integrazione Guadagni calano a 3,7 milioni (-20,3% sul trimestre precedente), mentre le procedure concorsuali diminuiscono rispetto al III trimestre ma rimangono superiori al 2024. La qualità del credito migliora, con prestiti vivi in leggera riduzione e minore rischio di insolvenza, sebbene le tensioni geopolitiche possano introdurre nuove incertezze.
Il grado di utilizzo degli impianti sale leggermente al 72%, ma solo il 37% degli imprenditori prevede un aumento della produzione nel breve periodo. Anche il Registro Imprese mostra segnali misti: il saldo tra iscrizioni e cancellazioni è negativo (-211), ma depurato dagli effetti amministrativi, il bilancio sarebbe positivo (+327).
In sintesi, Vicenza chiude il 2025 con segnali di crescita e resilienza, ma l’economia locale resta sotto la pressione di fattori interni ed esterni che mantengono alta l’incertezza.