Spettacoli e Cultura

Il presidente della Camera Fontana alla prima del libro del nostro Martino Montagna

mercoledì 7 ottobre 2026 radiovicenza

Una luce che attraversa la storia, la memoria dei caduti e il desiderio di pace. È questo il filo conduttore che ha accompagnato sabato 3 ottobre la presentazione del volume La Luce della Pace, appuntamento conclusivo di una giornata dedicata alla memoria e promossa dall’associazione Lampada della Pace. Un incontro che ha riunito cultura, storia, fede e istituzioni e che ha avuto tra i suoi ospiti anche il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.

La presentazione si è svolta nel pomeriggio, alle 18, nell’Aula Magna dell’ex Istituto di Scienze Religiose di Vicenza, al termine della solenne cerimonia commemorativa ospitata al mattino a Monte Berico. Un’intera giornata costruita attorno a un simbolo semplice ma fortemente evocativo: la Lampada della Pace, divenuta negli anni testimonianza concreta di un percorso attraverso i luoghi della memoria della Prima guerra mondiale.

Il volume, scritto da Claudia Caloi e dal nostro giornalista Martino Montagna, raccoglie e restituisce la storia di questo cammino, intrecciandola con quella della Grande Guerra nel Vicentino. Le pagine raccontano infatti due percorsi che procedono parallelamente: da una parte la storia di un territorio profondamente segnato dal conflitto, dall'altra il viaggio della Lampada attraverso i principali sacrari e luoghi della memoria.

Un viaggio partito dai quattro grandi Ossari della provincia – Monte Pasubio, Monte Ortigara, Leiten e Monte Cimone – e sviluppatosi poi oltre i confini vicentini, raggiungendo luoghi simbolici della storia e della spiritualità italiana, tra cui Roma, il Vaticano, il Pantheon, il Milite Ignoto e Assisi.

Prima della presentazione del libro, il pubblico ha assistito anche all'esibizione della Banda Comunale di Sovizzo e a una breve rappresentazione teatrale dedicata alla Grande Guerra, affidata ad attori vicentini, tra cui Lavinia Bortoli. Momenti capaci di riportare la memoria storica fuori dalle pagine e dentro una dimensione fatta di musica, parole e testimonianze.

La presenza di Lorenzo Fontana ha dato ulteriore rilievo istituzionale a un appuntamento nato però soprattutto dalla volontà di custodire una memoria collettiva. Il libro nasce infatti anche dall'esigenza, espressa dal presidente della Lampada della Pace, Santo Giuseppe Ponza, di lasciare una testimonianza del lavoro compiuto negli anni e di riconoscere il contributo delle numerose persone, associazioni, enti e istituzioni che hanno accompagnato il progetto.

La giornata del 3 ottobre ha rappresentato così molto più della semplice presentazione di un libro. Al mattino, la cerimonia a Monte Berico aveva richiamato associazioni d'Arma, rappresentanti istituzionali e cittadini per rendere omaggio ai caduti della Grande Guerra, con la deposizione delle corone e la celebrazione della Santa Messa. Nel pomeriggio, invece, la memoria ha trovato una nuova forma attraverso il racconto editoriale.

È proprio in questo passaggio, dalla commemorazione alla cultura, che La Luce della Pace trova il suo significato più profondo. La guerra viene ricordata non soltanto attraverso date, luoghi e nomi, ma attraverso le storie di chi l'ha vissuta e attraverso un simbolo che, negli anni, ha continuato a viaggiare per trasformare il ricordo in un messaggio rivolto al presente.

La Lampada diventa quindi metafora di una memoria che non vuole spegnersi. Una luce che passa dai sacrari alle piazze, dalle chiese alle istituzioni, fino alle pagine di un libro, con l'obiettivo di parlare soprattutto alle nuove generazioni.

In un momento storico nel quale il tema della pace torna quotidianamente al centro del dibattito pubblico, l'iniziativa vicentina ha scelto di partire dal passato per interrogare il presente. Ricordare i caduti, raccontare le sofferenze della popolazione e conservare le tracce della Grande Guerra significa infatti trasformare la memoria in responsabilità.

La presentazione di La Luce della Pace ha chiuso simbolicamente un lungo pellegrinaggio, ma ha anche aperto una nuova fase: quella della conservazione e della trasmissione di una storia che appartiene al territorio e alla sua identità. Monte Berico, ancora una volta, è stato il luogo nel quale memoria, spiritualità e cultura si sono incontrate, lasciando accesa una luce che guarda al passato senza smettere di parlare al futuro.

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