Il Veneto corre al Salone del Camper: a Parma è boom di visitatori dalla nostra regione

domenica 13 settembre 2026 Valentina Ruzza

Famiglie, coppie e appassionati veneti tra i padiglioni della 17ª edizione. Oltre 300 espositori, più di 600 veicoli e un settore che vale 8,5 miliardi: il viaggio open air conquista sempre più pubblico anche nel Nordest.

Il camper non è più soltanto una scelta di nicchia o una soluzione per famiglie abituate da anni alla vacanza itinerante. Al Salone del Camper di Parma, in programma dal 12 al 20 settembre, si vede soprattutto un pubblico diverso: coppie, giovani, famiglie con bambini, viaggiatori esperti e tanti curiosi. E tra i visitatori spicca una presenza consistente dal Veneto, regione dove il turismo all’aria aperta sembra trovare terreno sempre più fertile.

La 17ª edizione della manifestazione, seconda in Europa per importanza nel settore dopo il Caravan Salon di Düsseldorf, riunisce oltre 300 espositori e più di 600 veicoli tra padiglioni e aree esterne. Il mercato, intanto, continua a crescere: nel 2025 il turismo open air in Italia ha superato i 74 milioni di presenze, generando 8,5 miliardi di euro tra valore diretto e indotto. L’Italia è il terzo produttore europeo del comparto e la filiera occupa circa 8 mila persone.

A Parma, però, più dei numeri colpisce il cambiamento del pubblico. Il camper viene sempre meno percepito come un mezzo legato esclusivamente alla vacanza estiva e sempre più come uno strumento di libertà: consente di partire senza programmi rigidi, cambiare itinerario, raggiungere borghi, montagne e territori meno battuti, mantenendo livelli di comfort impensabili fino a pochi anni fa.

Protagonista di questa edizione è soprattutto la tecnologia. Crescono i sistemi per l’autonomia energetica, la gestione intelligente degli impianti, la connettività e le soluzioni dedicate alla vita a bordo. Tra le novità esposte compaiono anche camper 4x4 in carbonio ultraleggero, pensati per chi cerca viaggi più estremi senza rinunciare alla comodità.

«È una formula di vacanza sempre più apprezzata per l’incredibile libertà che regala e perché riesce a soddisfare le esigenze di tutti i membri della famiglia», sottolinea Gloria Oppici, brand manager del Salone del Camper.

Il dato interessante, soprattutto per un territorio come il Veneto, è anche il rapporto tra turismo itinerante ed economia locale. Due camperisti su tre restano entro i confini nazionali, il 54% cerca cibo e prodotti a chilometro zero e il 46,5% premia l’artigianato locale. Il mare resta la prima scelta, ma piccoli borghi e montagna raccolgono entrambi il 35% delle preferenze, mentre le città d’arte si fermano al 17%.

Numeri che raccontano un modello di viaggio capace, almeno in parte, di alleggerire la pressione sulle destinazioni più affollate e di distribuire i flussi verso aree interne e centri minori. Un tema che riguarda da vicino anche il Veneto, alle prese da anni con il dibattito sull’overtourism nelle città più visitate.

Aumentano intanto anche le immatricolazioni: a fine agosto il mercato italiano dei camper segna un +5% rispetto all’anno precedente, mentre quello europeo resta sostanzialmente stabile.

«È una filiera che occupa ottomila persone, ma soprattutto intercetta una fetta importante di turismo», ha ricordato il ministro per gli Affari europei e il Pnrr Tommaso Foti.

Accanto alla crescita economica, al Salone trova spazio anche il tema dell’inclusione. Assocamp chiede che l’Iva agevolata prevista per i mezzi destinati alle persone con disabilità venga estesa anche ai veicoli ricreazionali, riconoscendo al camper un ruolo concreto nel rendere più accessibile il viaggio.

E mentre nei padiglioni si confrontano marchi, tecnologie e nuovi modelli, la fotografia più evidente arriva dal pubblico: a Parma i veneti sono tanti. E raccontano una domanda sempre più chiara. Viaggiare sì, ma con maggiore libertà, meno vincoli e la possibilità di scegliere ogni volta una strada diversa.

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