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Il Vicenza è tornato in Serie B. Ora comincia la parte più difficile

martedì 19 maggio 2026 Valentina Ruzza

La stagione che ha riportato il Lane in Serie B, dominando il campionato con autorità tecnica e mentale, è ormai alle spalle.

Adesso il Vicenza può permettersi di guardare soltanto avanti. E il futuro che attende i biancorossi sarà inevitabilmente più duro, più fisico, più esigente. La Supercoppa contro il Benevento, per certi versi, ne ha già offerto un’anticipazione: ritmi differenti, meno margine di controllo, qualità più alta nelle transizioni e la necessità di mantenere lucidità dentro partite molto più sporche e complesse.

La Serie B, del resto, non concede pause. Ma il Lane, questa volta, sembra arrivarci con fondamenta solide.

Perché Fabio Gallo non ha semplicemente vinto un campionato. Ha costruito una squadra riconoscibile, con un’identità precisa, un sistema definito e soprattutto un gruppo che ha imparato a stare dentro le partite con maturità, sacrificio e personalità.

Ed è proprio da qui che ripartirà il Vicenza.

Il tecnico biancorosso darà continuità al suo 3-5-2, un impianto tattico diventato nel corso della stagione il marchio di fabbrica della squadra: linea difensiva compatta, recupero aggressivo del pallone, pressione organizzata e due punte chiamate non soltanto a finalizzare, ma a far salire la squadra e aprire spazi agli inserimenti di mezzali ed esterni. Ma oltre ai meccanismi tattici, il vero patrimonio che Gallo si porterà dentro la nuova stagione sarà la conoscenza reciproca del gruppo.

La Serie B alza inevitabilmente il livello delle difficoltà. Ed è proprio nei momenti complicati che coesione, gerarchie e spirito dello spogliatoio possono diventare fattori decisivi.

Dietro, il Vicenza ripartirà da certezze già credibili anche per la categoria superiore.

Gagno resterà il riferimento tra i pali, con la società che cercherà un dodicesimo affidabile alle sue spalle. Davanti a lui, Cuomo, Leverbe e Sandon rappresentano oggi il cuore della linea difensiva. I primi due conoscono perfettamente il peso e le letture richieste dalla cadetteria, mentre Sandon sembra arrivato nel momento giusto della sua crescita: più maturo, più pronto, più consapevole rispetto alle prime apparizioni da Under 20.

Resta da capire quali saranno le gerarchie definitive e chi invece interpreterà un ruolo più simile a quello avuto nell’ultima stagione da Benassai, jolly prezioso e affidabile la cui permanenza in B sarà valutata insieme a quella del giovane Vescovi.

Più vicino invece il saluto di Cappelletti, veterano silenzioso ma importante dentro lo spogliatoio biancorosso, arrivato per dare esperienza e leadership in un semestre culminato con il ritorno in Serie B.

Sulle corsie laterali, invece, il Vicenza sembra destinato ad alzare ulteriormente il livello.

A destra, durante la stagione, il Lane ha alternato con continuità Caferri e Tribuzzi, trovando equilibrio e soluzioni differenti. A sinistra, invece, gran parte del peso tecnico e tattico è ricaduto sulle spalle del capitano Costa, con Gallo costretto spesso ad adattare diversi interpreti per sostituirlo: Talarico, Sandon e gli stessi Caferri e Tribuzzi.

Ma la Serie B impone profondità, gamba e specialisti.

Per questo appare plausibile l’arrivo di un mancino di ruolo capace di garantire qualità ed esperienza immediata. Il nome di Pietro Beruatto rappresenterebbe un profilo coerente con le esigenze del Lane, mentre quello di Issiaka Kamate, reduce dall’esperienza con l’Inter Under 23 di Vecchi, racconta chiaramente la volontà di aumentare strappo offensivo, velocità e imprevedibilità.

Kamate, mancino naturale, nasce calcisticamente da esterno sinistro ma nel sistema di Vecchi ha mostrato di poter interpretare anche la mezzala d’inserimento e il ruolo di quinto a tutta fascia: caratteristiche che lo renderebbero un profilo estremamente moderno e perfettamente compatibile con il calcio verticale, intenso e aggressivo di Fabio Gallo.

In mezzo al campo, il Vicenza possiede già una base importante.

Carraro continuerà a essere il cervello tattico della squadra, Zonta garantirà equilibrio e sacrificio, Pellizzari ha dimostrato di poter reggere livelli superiori, mentre Rada resta una presenza preziosa per intensità e struttura fisica. La società sta inoltre ragionando sul prolungamento contrattuale di Talarico, giocatore duttile e funzionale alle esigenze di Gallo.

L’impressione, però, è che il centrocampo possa essere uno dei reparti maggiormente interessati dagli interventi di mercato.

Per fare spazio ai nuovi innesti potrebbero infatti salutare Cavion e Vitale, mentre la dirigenza sembra intenzionata a inserire almeno due profili specifici: un regista alternativo a Carraro, di pari affidabilità ma magari con caratteristiche differenti nella gestione del possesso, e una mezzala più strutturata fisicamente, capace di aumentare il peso atletico del reparto.

Davanti, infine, molte valutazioni ruoteranno attorno alla permanenza o meno di Stückler.

Accanto a lui restano confermati Morra e Rauti, oltre al giovane Alessio, mentre il ritorno di Capello all’Arezzo per fine prestito obbligherà il Vicenza a intervenire con decisione sul mercato offensivo.

L’idea sembra chiara: aggiungere peso, centimetri e presenza fisica.

Il nome di Giuseppe Di Serio dello Spezia va esattamente in questa direzione. Un attaccante capace di dare struttura, profondità e impatto dentro un campionato nel quale le aree diventano più affollate, i duelli più duri e gli spazi molto più ridotti.

Ma oltre ai nomi, ai moduli e alle trattative, il vero salto che il Vicenza dovrà compiere sarà mentale.

Perché la promozione ha restituito entusiasmo a una piazza che non ha mai smesso di sentirsi grande. Adesso però arriva la fase più delicata: trasformare una stagione dominante in un progetto credibile anche nella categoria superiore.

Il Lane non dovrà vivere la Serie B come un premio conquistato.

Dovrà viverla come il proprio posto naturale.

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