Cronaca

Incendio a Crespadoro: spento il fuoco si accende il sospetto

venerdì 14 agosto 2026 Martino Montagna

Le fiamme sono state domate, ma sul Monte Formiga resta una domanda pesante: come è iniziato l’incendio? Il vasto rogo divampato mercoledì 12 agosto nell'area montana al confine tra il territorio di Crespadoro, nel Vicentino, e quello di Selva di Progno, nel Veronese, ha richiesto un imponente intervento di uomini e mezzi e ora lascia spazio agli accertamenti per stabilirne l'origine.

L'incendio si è sviluppato nella zona di Campofontana, sui Lessini, propagandosi rapidamente lungo il versante. A rendere particolarmente insidioso il lavoro delle squadre sono state le condizioni del terreno, molto secco, e il vento, che hanno favorito l'avanzata delle fiamme. Il fronte più difficile da raggiungere si trovava tra i 1.200 e i 1.400 metri di quota, in un'area impervia dove anche l'accesso dei mezzi terrestri risultava complicato.

Una notte di presidio per proteggere malghe e pascoli

La situazione è diventata particolarmente delicata nella notte tra mercoledì e giovedì, quando il rogo ha ripreso vigore. Vigili del fuoco e volontari della Protezione civile, sia dal Veronese sia dalla Valchiampo, hanno continuato a presidiare il fronte meridionale, con un obiettivo prioritario: impedire che le fiamme arrivassero alle malghe e ai pascoli utilizzati per l'alpeggio estivo, dove si trovava anche il bestiame.

Il fumo, particolarmente intenso, è stato visibile anche a grande distanza, fino alla pianura vicentina. L'intervento ha coinvolto diverse squadre di soccorso e ha richiesto anche un importante supporto logistico per garantire l'acqua necessaria alle operazioni.

In volo elicottero e Canadair

Per combattere il fuoco dall'alto sono entrati in azione gli elicotteri, impegnati in decine di lanci d'acqua. Le operazioni sono state rese possibili anche grazie alle vasche presenti nella zona, utilizzate per i rifornimenti. Sul posto sono inoltre arrivate autobotti di Acque del Chiampo per integrare l'approvvigionamento idrico necessario alle squadre.

La gravità della situazione ha portato anche alla richiesta dell'intervento di un Canadair, chiamato a operare sul fronte più difficile insieme all'elicottero regionale. Una mobilitazione che dà la misura della complessità dell'incendio e delle difficoltà incontrate per circoscriverlo.

Ora la bonifica, poi la ricerca dell'origine

Con il fuoco ormai domato, l'attenzione si sposta sull'origine del rogo. Non è ancora possibile affermare che si sia trattato di un incendio doloso, ma l'origine delle fiamme è al centro degli accertamenti.

Una volta concluse le operazioni di bonifica, sono previsti i rilievi del Nucleo Carabinieri Forestali, incaricato di raccogliere gli elementi utili a ricostruire l'esatta dinamica dell'evento e stabilire da dove sia partito il fuoco.

È proprio questo il punto destinato a tenere alta l'attenzione nelle prossime ore. La rapidità con cui le fiamme si sono propagate, favorita dal terreno asciutto e dal vento, non è infatti sufficiente da sola a stabilire la natura dell'incendio. Serviranno i rilievi sul terreno e gli eventuali elementi raccolti dagli investigatori.

Per Crespadoro e per l'area montana al confine con il Veronese, dunque, l'emergenza maggiore sembra essere rientrata. Ma mentre squadre e mezzi lasciano progressivamente il teatro dell'incendio, resta ancora da chiarire chi o che cosa abbia acceso quella prima fiamma sul Monte Formiga.

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