venerdì 2 ottobre 2026 Martino Montagna
È completamente spento l’incendio che nel pomeriggio di ieri ha devastato una parte dello stabilimento Deroma di Malo. Dopo una notte di intenso lavoro, i vigili del fuoco hanno concluso la fase più delicata delle operazioni: all’alba non risultavano più focolai attivi e la grande colonna di fumo nero che per ore era stata visibile a chilometri di distanza si è progressivamente dispersa.
Resta però alta l’attenzione sul territorio. Le squadre dei vigili del fuoco hanno continuato a operare per ore per il raffreddamento delle strutture e la messa in sicurezza dell’area, mentre proseguono le attività di bonifica dello stabilimento. Il rogo ha interessato una vasta porzione del capannone industriale, coinvolgendo materiali e prodotti presenti all’interno dell’azienda. Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme avrebbero interessato in particolare le aree destinate a spedizioni e stoccaggio, dove erano presenti materiali plastici. Durante l’incendio si sono inoltre verificate alcune esplosioni all’interno dello stabilimento.
Il dato più importante, in una giornata segnata dalla paura, è che non si registrano feriti né persone intossicate. I lavoratori presenti sono riusciti ad abbandonare lo stabilimento dopo l’allarme, mentre per le abitazioni e le attività situate nelle immediate vicinanze è stata disposta l’evacuazione precauzionale.
L’incendio ha comunque avuto conseguenze pesanti sul territorio. La nube di fumo, densa e scura, si è alzata sopra la zona industriale di Malo ed è stata visibile anche a grande distanza, arrivando a interessare visivamente numerosi comuni del Vicentino. Per questo motivo, nella fase più critica dell’emergenza, sono state adottate misure precauzionali estese anche ai territori circostanti.
Sul fronte ambientale, resta ora da capire quale sia stato l’effettivo impatto della combustione. I tecnici stanno effettuando i controlli sulla qualità dell’aria e si attendono i risultati delle analisi per avere un quadro più preciso delle eventuali sostanze disperse nell’atmosfera. Proprio per la presenza di materiale plastico coinvolto nel rogo, le autorità hanno raccomandato alla popolazione delle zone interessate di mantenere chiuse porte e finestre, limitare le attività all’aperto e spegnere gli impianti di ventilazione che comportano uno scambio d’aria con l’esterno.
La nube di fumo ha quindi trasformato l’incendio alla Deroma in un’emergenza che ha superato i confini dello stabilimento, coinvolgendo una parte consistente del territorio vicentino. Le indicazioni alla popolazione restano legate all’evoluzione dei controlli ambientali e alle successive comunicazioni delle autorità.
Intanto, a Malo oggi restano chiuse tre scuole: la scuola dell’infanzia Rossato, la primaria Rigotti e la secondaria di primo grado Ciscato. La decisione è stata assunta in via precauzionale dopo il vasto incendio e in considerazione della nube di fumo sprigionatasi dallo stabilimento. Una misura pensata soprattutto per ridurre l’esposizione nelle ore immediatamente successive al rogo, mentre proseguono le verifiche ambientali.
Ma una volta spente le fiamme, emerge con forza anche un’altra emergenza: quella occupazionale.
La Cgil di Vicenza ha chiesto l’apertura di un tavolo di crisi regionale per tutelare i circa 160 lavoratori della Deroma di Malo. Il sindacato sollecita un confronto immediato con l’azienda e con le istituzioni per affrontare le conseguenze dell’incendio e individuare gli strumenti necessari a garantire continuità di reddito ai dipendenti durante il periodo di fermo e di ripristino dell’attività produttiva.
La preoccupazione riguarda infatti il futuro dello stabilimento e la possibilità che i gravi danni subiti dalla struttura e dalle aree produttive possano tradursi in un lungo periodo di inattività. Per questo la richiesta è quella di attivare, dove possibile, gli ammortizzatori sociali previsti per situazioni di emergenza e accompagnare i lavoratori nella fase necessaria alla valutazione dei danni e alla ripartenza.
Nelle prossime ore saranno dunque diversi i fronti da seguire. Da una parte la bonifica e la messa in sicurezza dello stabilimento, dall’altra gli accertamenti sulle cause dell’incendio e sull’entità dei danni. E ancora, l’attesa per i risultati dei controlli sulla qualità dell’aria e le decisioni relative alle misure di prevenzione per la popolazione.
Solo dopo la conclusione delle verifiche sarà possibile avere un quadro completo delle conseguenze del rogo.
Per Malo, intanto, resta l’immagine di una notte difficile, con decine di vigili del fuoco impegnati senza sosta davanti allo stabilimento e una colonna di fumo che per ore ha dominato il cielo del Vicentino. Ora che l’incendio è stato domato, l’emergenza cambia volto: dalla lotta alle fiamme si passa alla bonifica, ai controlli ambientali e soprattutto alla ricostruzione di un’attività produttiva da cui dipendono circa 160 lavoratori.