venerdì 31 luglio 2026 Martino Montagna
Dopo tre anni di difficoltà, il manifatturiero vicentino torna a crescere. La 172ª indagine congiunturale di Confindustria Vicenza, relativa al secondo trimestre 2026, registra infatti un aumento della produzione industriale dell’1,1% rispetto allo stesso periodo del 2025, segnando un’inversione di tendenza rispetto al -1,7% del primo trimestre e al -3,2% dello scorso anno.
La ripresa è stata sostenuta soprattutto dalla domanda interna e dal mercato europeo: il fatturato delle imprese vicentine in Italia è cresciuto del 3,7%, mentre le vendite verso i Paesi dell’Unione Europea hanno segnato un +2,3%. Resta invece in difficoltà l’export verso i mercati extra-UE, ancora negativo (-1,5%), anche se in miglioramento rispetto ai mesi precedenti.
Segnali positivi arrivano anche dagli ordinativi: il 32% delle aziende registra un aumento della domanda, il 39% una stabilità e il 29% una diminuzione. Tuttavia, il quadro resta caratterizzato da alcune criticità: il 44% delle imprese ritiene che la capacità produttiva non sia ancora adeguata alle prospettive del mercato e continua la pressione sui margini, con le materie prime aumentate del 5,4% e i prezzi dei prodotti finiti solo del 2,4%.
La presidente di Confindustria Vicenza, Barbara Beltrame Giacomello, sottolinea il valore del risultato raggiunto dalle imprese: “È un segnale importante, perché interrompe una lunga fase negativa e mostra che il manifatturiero vicentino continua ad avere energie, competenze e capacità di reazione”.
La presidente invita però a non considerare conclusa la fase di difficoltà: “Non possiamo ancora dire di essere fuori pericolo. La ripresa è sostenuta soprattutto dal mercato italiano e dall’Unione Europea, mentre l’export extra-UE resta debole e la pressione dei costi continua a comprimere i margini”.
Per Beltrame Giacomello si tratta di una vera ripartenza che deve essere consolidata: le imprese hanno dimostrato capacità di reagire alle tensioni geopolitiche, ai rincari energetici e all’incertezza internazionale, ma ora servono condizioni favorevoli agli investimenti. Tra le priorità indicate dalla presidente ci sono energia a costi sostenibili, maggiore certezza normativa e tempi più rapidi nelle decisioni pubbliche, oltre a una politica europea più attenta alla competitività dell’industria.
Il dato positivo rappresenta quindi un primo segnale di recupero per il sistema produttivo vicentino, ma la strada verso una crescita stabile resta legata alla capacità di contenere i costi e rafforzare la competitività sui mercati globali.