Cronaca

Infermiera aggredita durante il soccorso: l’ULSS 8 condanna

lunedì 31 agosto 2026 Martino Montagna

Era partita in ambulanza per prestare soccorso a una persona che aveva bisogno di assistenza. Si è ritrovata invece a dover essere lei stessa curata in ospedale. È accaduto nella tarda serata di sabato 29 agosto, a San Vito di Leguzzano, dove un’infermiera del Pronto soccorso dell’ospedale di Valdagno è stata aggredita durante un intervento del 118.

L’episodio, reso noto dall’ULSS 8 Berica, riaccende nel Vicentino il tema della sicurezza degli operatori sanitari, ancora una volta esposti alla violenza proprio mentre stanno svolgendo il loro lavoro. La professionista, secondo le informazioni diffuse dall’azienda sanitaria e riportate dalle principali agenzie e testate regionali, è stata colpita dalla persona che l’equipaggio era stato chiamato ad assistere. Al termine dell’intervento ha dovuto ricorrere alle cure del Pronto soccorso dell’ospedale di Valdagno, dove le sono state riscontrate contusioni con una prognosi di otto giorni.

La missione era partita dal Pronto soccorso di Valdagno in seguito a una chiamata al 118. La destinazione era una struttura di accoglienza di San Vito di Leguzzano, dove si trovava la persona per la quale era stato richiesto l’intervento sanitario.

Secondo la ricostruzione resa pubblica dall’ULSS 8, all’arrivo degli operatori l’uomo si trovava in uno stato di agitazione e avrebbe dato in escandescenze, arrivando a colpire l’infermiera impegnata nel soccorso.

A prendere posizione è stato il direttore generale dell’ULSS 8 Berica, Peter Assembergs, che ha parlato di «ennesima aggressione» ai danni di un operatore sanitario. La direzione aziendale ha espresso innanzitutto la propria vicinanza alla dipendente, ma il tono del commento va oltre la semplice solidarietà. Assembergs ha sottolineato come, di fronte alla ripetizione di episodi di violenza, anche le dichiarazioni di vicinanza rischino di diventare una formula quasi automatica.

«Tali episodi sono intollerabili», ha ribadito il direttore generale, chiedendo che gli aggressori vengano sanzionati «con il massimo rigore» e che sia resa evidente la gravità delle conseguenze sul piano penale. L'obiettivo indicato dalla direzione è duplice: garantire una risposta nei confronti di chi commette violenza e scoraggiare il ripetersi di comportamenti analoghi.

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