giovedì 20 agosto 2026 Valentina Ruzza
L’ex calciatore racconta le giornate trascorse a Sapri tra la Partita del Cuore, i ragazzi del progetto Ability e la presentazione di “Vivo”. Poi il viaggio verso il Menti: «Venerdì saremo allo stadio, tanta fiducia in questo Vicenza»
Prima il campo, poi una piazza piena. In mezzo, una storia personale che da anni parla di cadute, ripartenze e possibilità. A Sapri Julio Gonzales è tornato a raccontare se stesso nel modo che gli appartiene di più: attraverso il calcio e il rapporto diretto con le persone.
Per due giornate l’ex calciatore professionista è stato al centro di un’iniziativa dedicata allo sport, alla solidarietà e all’inclusione sociale, insieme ai ragazzi del progetto Ability e alle loro famiglie. Un appuntamento che ha alternato la Partita del Cuore alla presentazione del libro autobiografico “Vivo”, trasformando la sua esperienza personale in un messaggio rivolto soprattutto ai più giovani.
Abbiamo contattato telefonicamente Gonzales, che ha raccontato le giornate vissute in Campania.
«Abbiamo disputato la Partita del Cuore venerdì 14 agosto e condiviso momenti bellissimi prima, durante e dopo la gara insieme ai ragazzi del progetto Ability», racconta.
Il programma Ability fa capo all’associazione Ali per Volare e coinvolge ragazzi con diverse disabilità. Con loro Gonzales è tornato in campo, fianco a fianco, davanti alle rispettive famiglie.
Dall’altra parte una squadra composta dai rappresentanti del Rotary di Sapri e da medici e infermieri impegnati nel sistema sanitario del territorio.
Ma il calcio giocato, questa volta, è stato soltanto il mezzo.
«È stato un incontro bellissimo. Vedere i sorrisi di questi ragazzi ti riempie il cuore. Poi c’è il modo in cui ti guardano, ti salutano, ti abbracciano. Tutto l’amore che hanno da dare è qualcosa di meraviglioso».
Parole che restituiscono il senso di una manifestazione nella quale il risultato sportivo è inevitabilmente passato in secondo piano. Gonzales e i ragazzi di Ability hanno vinto la partita, ma il successo più importante è arrivato fuori dal tabellino: famiglie insieme, spalti partecipi e ragazzi diventati protagonisti del campo anziché semplici spettatori.
Due giorni dopo, domenica 16 agosto, Sapri ha cambiato scenario.
Dal campo di calcio al lungomare, davanti alla celebre statua della Spigolatrice, dove Gonzales ha presentato il suo libro autobiografico “Vivo”.
Un luogo simbolico della città trasformato per una sera nel palcoscenico di un racconto personale che attraversa il calcio professionistico, l’incidente che ha cambiato per sempre la sua vita, l’amputazione di un braccio e soprattutto ciò che è venuto dopo.
«Ho raccontato un po’ della mia storia davanti a un pubblico che ha riempito la piazza. Le persone sono rimaste lì per più di un’ora, quasi un’ora e mezza, ad ascoltarmi».
In prima fila, ancora una volta, c’erano anche i ragazzi di Ability e le loro famiglie.
«È stata una bellissima serata. C’erano loro e tantissime persone sul lungomare. Sono stati due incontri bellissimi, quello di venerdì e quello di domenica».
Ed è probabilmente questa la fotografia più efficace delle giornate di Sapri: prima Gonzales che gioca insieme ai ragazzi, poi gli stessi ragazzi che ascoltano la storia di un uomo costretto, a un certo punto della propria vita, a imparare nuovamente cosa significasse andare avanti.
Non una lezione sulla disabilità, ma una testimonianza sulla possibilità di continuare a essere protagonisti.
La parentesi campana, però, sta per terminare. E il calcio torna immediatamente protagonista.
Gonzales lascerà Sapri venerdì e la destinazione sarà Vicenza.
«Adesso ci godiamo gli ultimi giorni qui, poi venerdì rientriamo per essere presenti allo stadio e vedere l’esordio del Vicenza in campionato».
Una trasferta vera.
«Ci faremo circa 900 chilometri da Sapri fino al Menti direttamente per goderci la partita».
Dopo essere stato protagonista sul campo per una causa sociale, Gonzales tornerà dunque al calcio da tifoso, con un pensiero già rivolto alla nuova stagione biancorossa.
«Speriamo di iniziare il campionato con il piede giusto, con la serata giusta e che il Vicenza possa vincere in casa. Ho tanta, tanta fiducia nella squadra e in questo campionato».
Da Sapri al Menti, quasi mille chilometri per seguire ancora un pallone.
In mezzo, però, resta qualcosa che vale più di qualsiasi risultato: i sorrisi dei ragazzi, gli abbracci, una piazza rimasta ad ascoltare e l’idea che lo sport possa diventare davvero un terreno sul quale le differenze non scompaiono, ma smettono di essere barriere.