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Lane, Coppa Italia tra luci ed ombre

lunedì 10 agosto 2026 Valentina Ruzza

Il primo verdetto della stagione è amaro, anche se dentro la notte del Romeo Menti c’è già un’immagine destinata a rimanere: Gabriele Moncini sospeso in rovesciata, il pallone alle spalle di Dini e lo stadio che esplode. Non basta, però, al Vicenza per cominciare con una qualificazione. Il Catania reagisce, pareggia con Cicerelli e resiste fino ai rigori, dove trova la freddezza necessaria per prendersi il passaggio del turno. Finisce 1-1 nei novanta minuti e 5-4 dopo i tiri dal dischetto per gli etnei.

Davanti ai 5.053 spettatori del Menti, la prima uscita ufficiale della squadra di Fabio Gallo diventa così molto più di una semplice partita d’agosto. È il primo test vero per un Vicenza che si prepara al ritorno in Serie B e che riparte dallo zoccolo duro della squadra protagonista della scorsa stagione, rinforzato da innesti di esperienza e qualità come Brighenti, Valoti e proprio Moncini.

Dall’altra parte c’è un Catania arrivato a Vicenza in condizioni tutt’altro che semplici. Le vicende societarie legate al mancato versamento della fideiussione hanno condizionato l’avvicinamento alla nuova stagione e costretto il tecnico Emilio Longo a presentarsi con una rosa ridotta, senza poter utilizzare i nuovi acquisti. Sugli spalti mancano inoltre i sostenitori rossazzurri, fermati dal divieto di trasferta dopo i fatti di Lecco. Eppure, una volta cominciata la partita, il Catania riesce a lasciare fuori dal campo tutto il resto.

Il caldo condiziona inevitabilmente l’avvio e i primi minuti scorrono a ritmi controllati. Il Vicenza prova a costruire, gli etnei non rinunciano al palleggio. Al 16’ arriva il primo segnale importante dei padroni di casa: Caferri affonda sulla destra e trova Moncini sul secondo palo, l’attaccante si coordina al volo e manda il pallone di pochissimo a lato.

Il Catania risponde al 22’ con Jimenez, che si presenta in posizione favorevole ma conclude troppo centralmente, trovando Gagno. Tre minuti più tardi, però, il Menti assiste alla giocata più bella della serata.

Caferri rimette in mezzo un pallone che la retroguardia siciliana non riesce ad allontanare. La sfera si impenna e Moncini, spalle alla porta, inventa una rovesciata perfetta. Dini non può nulla. È l’1-0, ma soprattutto è il biglietto da visita del nuovo centravanti biancorosso: istinto, coordinazione e qualità condensati in pochi secondi.

Il vantaggio sembra poter spostare l’inerzia della partita dalla parte del Lane. Succede invece il contrario. Il Catania non si scompone e comincia progressivamente a prendere campo, sfruttando anche qualche errore di troppo del Vicenza nella costruzione.

Al 31’ serve un intervento provvidenziale di Talarico per negare il pareggio a Raimo, arrivato a colpire praticamente a botta sicura. Poco dopo è Gagno a intervenire con il piede su Leonardi. Sono avvertimenti che il Vicenza non riesce a trasformare in un cambio di atteggiamento.

Al 39’ arriva l’episodio che rimette tutto in equilibrio. Corbari viene atterrato in area al momento della conclusione e l’arbitro Gianluca Renzi indica il dischetto. Cicerelli non sbaglia: conclusione potente e angolata, Gagno dall’altra parte e 1-1 al 40’.

Il primo tempo si chiude così in parità, con il Vicenza capace di produrre il gesto tecnicamente più importante della serata ma un Catania più continuo di quanto le premesse della vigilia potessero suggerire

Nella ripresa il Lane prova ad aumentare ritmo e pressione. Alessio cerca maggiore profondità, Costa comincia a trovare spazio sulla corsia e Gallo interviene progressivamente dalla panchina. Al 62’ entrano Pellizzari e Pietrelli per Zonta e Caferri, poi tocca a Valoti e Morra al posto di Talarico e Moncini. Nel finale entra anche Rauti per Alessio.

Le sostituzioni cambiano caratteristiche al Vicenza. Pietrelli porta velocità e uno contro uno, Valoti aggiunge qualità negli ultimi metri e Morra aumenta il peso dentro l’area. Il Lane guadagna campo, ma trova davanti a sé un Catania capace di abbassarsi senza perdere compattezza.

Morra viene murato da Ierardi dopo essere stato servito da Valoti, mentre poco più tardi è ancora la difesa rossazzurra a respingere una conclusione dello stesso Valoti. Il Vicenza spinge, ma non trova il varco decisivo.

E quando le distanze aumentano, il Catania torna a fare paura. All’84’ l’ex Rolfini, accolto dai fischi del Menti, riparte e serve Caturano nel cuore dell’area. Il sinistro dell’attaccante parte immediatamente, ma Gagno risponde con i piedi e salva il Lane. Due minuti più tardi Caturano ha un’altra opportunità, senza riuscire questa volta a trovare l’impatto con il pallone.

Il Vicenza ha ancora una grande occasione all’89’. Valoti apre sulla sinistra per Costa, che mette immediatamente sul secondo palo. Morra stacca di testa, Dini si distende e respinge. È l’ultima possibilità per evitare i rigori.

Dopo cinque minuti di recupero Renzi fischia tre volte. L’1-1 non cambia e la qualificazione passa dagli undici metri.

Il sorteggio manda la serie sotto il settore ospiti. Comincia il Catania con Caturano, che spiazza Gagno. Per il Vicenza si presenta il capitano Costa, ma il suo tentativo si stampa sul palo. È il primo strappo della serie.

Poi Jimenez sceglie persino il cucchiaio e lo esegue con grande freddezza. Leverbe risponde senza sbagliare, ma Rolfini, accompagnato da una pioggia di fischi, mantiene i nervi saldi e porta ancora avanti gli etnei.

Il Vicenza è costretto a rincorrere. Rauti non trema, spiazza Dini e tiene aperta la serie. È allora Gagno a provare a cambiare il destino della notte: sul tentativo del capitano etneo Di Tacchio, il portiere biancorosso intuisce e para, riaccendendo il Menti e restituendo al Lane la possibilità di rientrare.

La serie torna in equilibrio, ma dagli undici metri ogni dettaglio pesa. Alla fine, dopo il palo iniziale di Costa, arriva anche l’errore di Morra. È quello che consegna al Catania il passaggio del turno e chiude la prima notte ufficiale del Vicenza.

Un’eliminazione che ad agosto non può diventare una sentenza, ma che offre a Gallo indicazioni precise. Il Vicenza ha mostrato qualità individuali importanti, a partire da un Moncini capace di presentarsi con un gol che difficilmente verrà dimenticato, e ha trovato risposte anche dalla panchina. Gagno, quando chiamato in causa, ha tenuto più volte in piedi la squadra.

Resta però la difficoltà nel governare alcuni momenti della gara. Dopo il vantaggio il Lane ha lasciato crescere il Catania e, nella ripresa, non è riuscito a trasformare la maggiore pressione nel gol necessario per evitare la lotteria dei rigori.

La Serie B chiederà esattamente questo: continuità, gestione e cinismo, soprattutto quando le partite sembrano mettersi dalla parte giusta.

La Coppa Italia finisce alla prima notte. La rovesciata di Moncini resta negli occhi, la qualificazione prende invece la strada di Catania.

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