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Le Pagelle De La Ruzza - Palermo 3 - L.R. Vicenza 1

lunedì 2 novembre 2026 Valentina Ruzza

Il Lane illude il Barbera con un avvio di grande personalità, poi subisce la rimonta rosanero. Brighenti firma il vantaggio, Pietrelli sfiora il colpo del raddoppio, Bellemo garantisce equilibrio. Nella ripresa Vavassori cambia la partita e mette in difficoltà la retroguardia biancorossa. Gallo paga il divario tecnico, ma il suo Vicenza conserva un’identità riconoscibile.

PALERMO – Non tutte le sconfitte hanno lo stesso peso. Alcune mettono a nudo limiti strutturali, altre raccontano semplicemente la differenza tra una squadra che sta costruendo il proprio percorso e un’avversaria capace di decidere le partite attraverso la qualità dei singoli. Il 3-1 del Renzo Barbera appartiene soprattutto a questa seconda categoria, pur lasciando al Vicenza interrogativi sulla gestione dei momenti decisivi.

Per quarantacinque minuti la formazione di Fabio Gallo gioca con coraggio, ordine e personalità. Il gol immediato di Brighenti premia un approccio convincente, mentre l’occasione costruita da Pietrelli dimostra che il vantaggio non è frutto del caso. Poi il Palermo trova il pareggio, aumenta i giri del motore e affida a Vavassori il compito di spostare gli equilibri. Le pagelle restituiscono il ritratto di un Vicenza competitivo nella prima parte, meno lucido e compatto nella seconda. Senza processi sommari, ma con la consapevolezza che, in Serie B, il confine tra una grande prestazione e una sconfitta può essere sottile.

GAGNO 6 – INCOLPEVOLE

Tre gol subiti non raccontano necessariamente una prestazione negativa. Il portiere biancorosso si trova a fronteggiare una ripresa nella quale il Palermo aumenta sensibilmente la pericolosità delle proprie conclusioni. Risponde con attenzione quando viene chiamato in causa e limita un passivo che avrebbe potuto assumere proporzioni più pesanti. Sulle due reti di Vavassori ha margini di intervento ridottissimi. Non commette errori determinanti e mantiene lucidità anche nei momenti più complicati.

BRIGHENTI 6,5 – IL “CAPITANO” RISPONDE PRESENTE

Il suo gol dopo appena due minuti è la fotografia dell’approccio del Vicenza: aggressivo, concentrato, pronto a sfruttare ogni occasione. Attacca il pallone con tempismo e porta avanti i biancorossi, assumendosi poi la responsabilità di guidare il reparto difensivo. Nel primo tempo interpreta il ruolo con autorevolezza, legge le situazioni e trasmette sicurezza. Nella ripresa soffre la velocità di Vavassori, che lo supera nell’azione del 2-1. Un episodio che incide sulla valutazione, senza cancellare una prova di sostanza e leadership.

MARCHIZZA 5,5 – LA QUALITÀ AVVERSARIA PRESENTA IL CONTO

Disciplinato e attento nella prima frazione, quando il Vicenza riesce a mantenere le distanze tra i reparti e a limitare le iniziative rosanero. Il suo rendimento cambia quando il Palermo comincia ad attaccare con maggiore velocità e continuità. Sul gol del sorpasso viene superato dalla giocata individuale di Vavassori. Fatica a recuperare sicurezza e riferimenti. Non è una serata da dimenticare completamente, ma il confronto con un avversario di questo livello ne evidenzia le difficoltà.

PAPETTI 5,5 – TROPPE INCERTEZZE NEI MOMENTI CHIAVE

Partecipa alla buona organizzazione difensiva del primo tempo, ma alterna interventi puntuali a letture meno convincenti. Johnsen riesce a trovare spazio già nell’azione del gol annullato, mentre sul pareggio le responsabilità coinvolgono l’intero reparto. Nella ripresa la maggiore mobilità degli attaccanti palermitani lo costringe a rincorrere più spesso di quanto riesca ad anticipare. Serve maggiore continuità, soprattutto nella gestione delle situazioni in area.

PIETRELLI 6,5 – IL TALENTO NON HA PAURA

È il giocatore che più di tutti riesce a dare imprevedibilità alla manovra biancorossa. Affronta gli avversari senza timori, cerca l’uno contro uno e mette in difficoltà una difesa costruita per competere ai vertici della categoria. Al 35’ inventa l’azione più bella del Vicenza: supera Segre e Augello, entra in area e trova soltanto la risposta straordinaria di Perin. Sarebbe stato il gol del raddoppio e, probabilmente, un passaggio decisivo nell’economia della gara. La sua prestazione conferma una crescita tecnica e caratteriale evidente. Non soltanto prospettiva: sta diventando una risorsa concreta.

CAFERRI 6 – PERSONALITÀ NELLA TEMPESTA

Entra quando il Palermo ha già assunto il controllo del centrocampo e il Vicenza fatica a recuperare palloni e iniziativa. Porta aggressività, dinamismo e una maggiore presenza nei contrasti. Prova anche a rendersi pericoloso con una conclusione personale. Non riesce a cambiare la partita, ma interpreta il proprio ingresso con determinazione. Un contributo apprezzabile in un contesto poco favorevole.

BELLEMO 6 – L’INTELLIGENZA AL SERVIZIO DELLA SQUADRA

La sua partita si misura soprattutto nel lavoro meno appariscente. Posizionamento, coperture preventive e capacità di offrire sempre una soluzione ai compagni. Nel primo tempo è uno degli uomini che consentono al Vicenza di mantenere equilibrio e organizzazione. Nella ripresa soffre l’aumento dell’intensità rosanero, ma continua a cercare ordine anche quando la squadra perde progressivamente campo. Non è il giocatore delle giocate spettacolari: è quello che spesso permette agli altri di esprimersi.

CARRARO 5,5 – OCCASIONE DA SFRUTTARE MEGLIO

L’assenza di Pellizzari gli consegna una responsabilità importante. Cerca di interpretarla con applicazione, ma non riesce a dare al centrocampo la stessa consistenza necessaria per contrastare il Palermo. Nelle battute iniziali ha un’opportunità interessante, conclusa senza precisione. Successivamente fatica a trovare tempi e distanze, soprattutto quando i padroni di casa aumentano la pressione. Una prova generosa, ma insufficiente sul piano dell’incidenza.

COSTA 5,5 – DALLA SPINTA ALL’AFFANNO

Il suo calcio d’angolo apre la strada al vantaggio di Brighenti. È il momento migliore di una prestazione che comincia con intraprendenza e disponibilità ad accompagnare la manovra. Nel primo tempo garantisce presenza sulla fascia e partecipa al buon funzionamento collettivo. Dopo l’intervallo perde progressivamente efficacia, costretto a dedicare maggiori energie alla fase difensiva. L’apporto offensivo si riduce e il Palermo trova sempre più spazio per sviluppare le proprie iniziative.

CORAZZA 5,5 – INGRESSO SENZA SVOLTA

Viene chiamato a offrire maggiore profondità sulla corsia, ma trova una partita ormai indirizzata dalla pressione dei padroni di casa. Non riesce a sfruttare le proprie caratteristiche nell’uno contro uno e fatica a produrre iniziative capaci di alleggerire la difesa. Un ingresso poco incisivo, pur in una situazione collettiva complicata.

VALOTI 6 – IL TALENTO ATTENDE LA CONTINUITÀ

Possiede qualità tecniche e visione di gioco che possono fare la differenza in questa categoria. Nel primo tempo partecipa con intelligenza alla costruzione, cerca combinazioni e offre soluzioni tra le linee. Manca però la giocata capace di trasformare la superiorità iniziale del Vicenza in un vantaggio più consistente. Quando il Palermo prende possesso del centrocampo, anche la sua influenza diminuisce. La condizione appare in crescita, ma da un giocatore del suo livello è legittimo attendersi una presenza più determinante nei momenti cruciali.

MORRA 6 – SACRIFICIO SENZA RIFLETTORI

La sua prestazione non può essere giudicata soltanto attraverso le occasioni da gol. Riceve pochi palloni giocabili, affronta una difesa fisica e organizzata e dedica molte energie al lavoro senza palla. Pressa, rincorre, cerca di creare spazi per gli inserimenti dei compagni. Non riesce a rendersi realmente pericoloso, ma garantisce disponibilità e spirito di sacrificio. Una sufficienza costruita più sul lavoro collettivo che sulla produzione offensiva.

RAUTI 6 – ENERGIA SENZA PREMIO

Entra con l’atteggiamento di chi vuole incidere, cercando di aumentare la pressione e dare maggiore vivacità alla fase offensiva. Si muove con generosità e prova a offrire nuove soluzioni, ma il Palermo concede poco e il Vicenza fatica ad accompagnare l’azione. Non trova occasioni decisive, pur mostrando la determinazione richiesta in un finale difficile.

MERKAJ 5,5 – TROPPO SOLO DAVANTI

Una partita giocata quasi sempre contro il muro difensivo rosanero. Riceve pochi palloni puliti, è costretto a lavorare spalle alla porta e raramente trova lo spazio per attaccare la profondità. Cerca il duello fisico, ma non riesce a liberarsi con continuità dalla marcatura. L’insufficienza nasce dalla scarsa pericolosità offensiva, anche se le responsabilità non possono essere attribuite esclusivamente all’attaccante.

MONCINI S.V. – SENZA TEMPO

Entra nel finale, quando la partita offre ormai poche possibilità di incidere. Non giudicabile.

ALESSIO S.V. – NON GIUDICABILE

Presenza troppo breve per una valutazione significativa.

ALLENATORE – FABIO GALLO 6 – LE IDEE CI SONO, ORA SERVE LA GESTIONE

Il suo Vicenza, per un tempo, gioca una partita di notevole spessore tattico. L’approccio è convincente, l’organizzazione funziona e la squadra dimostra di non avere alcun timore reverenziale nei confronti di un Palermo costruito con ambizioni importanti. Il vantaggio immediato e l’occasione del possibile raddoppio sono il risultato di un piano gara preparato con attenzione.

La ripresa, però, cambia completamente lo scenario. Il Palermo conquista campo, aumenta la velocità delle giocate e mette in evidenza la maggiore qualità individuale. Gallo prova a intervenire attraverso le sostituzioni, ma non trova una soluzione efficace per ristabilire gli equilibri. Si può discutere sulla tempistica degli interventi e sulla scelta di mantenere un atteggiamento propositivo anche quando la partita avrebbe richiesto maggiore prudenza.

Resta un elemento fondamentale: il Vicenza possiede un’identità riconoscibile. Non è una squadra che rinuncia a giocare, neppure davanti ad avversari più attrezzati. È un merito dell’allenatore, così come sarà sua responsabilità trovare gli accorgimenti necessari per rendere il gruppo più resistente nei momenti di difficoltà.

Il Palermo ha vinto perché, quando la partita ha richiesto qualità individuale, ha trovato risposte decisive nei propri interpreti migliori. Vavassori ha spostato gli equilibri con due giocate di alto livello, confermando quanto possa pesare il talento in una categoria nella quale spesso sono gli episodi a determinare il risultato.

Il Vicenza, tuttavia, ha dimostrato di poter competere. Il primo tempo non è stato un semplice momento favorevole, ma l’espressione di una squadra organizzata, capace di interpretare il confronto con coraggio e intelligenza.

La seconda sconfitta consecutiva impone attenzione, soprattutto perché ancora una volta i biancorossi non riescono a conservare un vantaggio. È un aspetto sul quale intervenire, senza però confondere la necessità di migliorare con una crisi di gioco o di identità.

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