L.R. Vicenza: domenica 29 marzo la città si riprende il suo Lane

giovedì 26 marzo 2026

Non è solo una festa. È una dichiarazione di identità.

Domenica 29 marzo Vicenza trasformerà la promozione del L.R. Vicenza in Serie B in un evento urbano e simbolico, costruito attorno a un legame che va oltre il campo. Piazza dei Signori diventerà il cuore pulsante di una celebrazione che unisce squadra, istituzioni e tifosi in un unico racconto collettivo.

L’evento, promosso dal Comune di Vicenza insieme al club biancorosso, al Centro coordinamento club, a Videomedia e a Il Giornale di Vicenza, nasce con una chiara visione: riportare il Vicenza dentro la città, e la città dentro il Vicenza.

«Il tifo biancorosso ha accompagnato il Vicenza negli anni di gioia, ma anche negli anni di difficoltà — ha dichiarato il sindaco Giacomo Possamai —. I tifosi ci sono sempre stati e quindi un momento in piazza era necessario per celebrare questo momento».

Parole che pesano, perché certificano un legame mai interrotto, nemmeno nei passaggi più complessi della storia recente del club.

La struttura dell’evento è quella delle grandi occasioni: tutto partirà dallo stadio Menti, dove verrà consegnata la coppa dopo la gara contro il Brescia, per poi proseguire con la sfilata della squadra su autobus scoperto lungo il centro storico. Tappa istituzionale a Palazzo Trissino e quindi l’ingresso in Piazza dei Signori, dove sarà allestito un palco con maxischermo, dj set e interventi ufficiali.

«La festa sarà questa domenica 29 marzo — ha spiegato l’assessore allo sport Leone Zilio —. La data è stata scelta anche perché la Lega Pro ha stabilito che quel giorno ci sarà la consegna della coppa. Sulle ali dell’entusiasmo del momento abbiamo deciso di organizzare questo evento nel salotto buono della città».

Un passaggio chiave, che evidenzia come la celebrazione sia stata pensata non solo come appendice sportiva, ma come evento strutturato, capace di coinvolgere l’intero tessuto urbano.

La macchina organizzativa è imponente: sicurezza, gestione dei flussi, mobilità, igiene urbana, posizionamento di varchi e transenne. «Questa festa sarà a tutti gli effetti un grande evento», ha sottolineato ancora Zilio, evidenziando la complessità di un appuntamento che coinvolgerà l’intero centro storico.

Ma il vero baricentro resta il rapporto tra squadra e tifosi. «L’obiettivo è dare ai tifosi il giusto riconoscimento e celebrare alla grande una gioia nel luogo più bello di Vicenza», ha commentato Emanuele Arena, presidente del Centro coordinamento club biancorosso, aggiungendo un invito chiaro: vivere la festa «con rispetto ed educazione», nel segno di un’appartenenza che ha sempre contraddistinto il pubblico vicentino.

Una visione condivisa anche da Federico Pesavento, che ha sottolineato il valore simbolico della piazza: «La continuazione naturale dello stadio è questa piazza. Il fatto che la cittadinanza e i tifosi possano vivere questo spazio in un momento di festa è una cosa da sottolineare».

Non manca il punto di vista mediatico. «Se siamo vivi è grazie ai telespettatori e a questa squadra — ha dichiarato il direttore generale di Videomedia Francesco Nicoli —. Vogliamo che questa festa sia un evento di grande tifo che racconteremo minuto per minuto».

A confermare l’impatto anche sul piano editoriale è il direttore de Il Giornale di Vicenza, Marino Smiderle: «In questa stagione ogni vittoria ha portato un aumento dei lettori e delle copie vendute. È un indice di gradimento eccezionale per i vicentini».

E poi c’è la voce della squadra, quella che chiude il cerchio. «So che è un lavoro complesso, ma sarà una grande soddisfazione vedere la piazza piena — ha dichiarato il capitano Filippo Costa —. Era il mio sogno quando sono arrivato qui: fare festa in questa piazza e vederla colma di entusiasmo».

Un sogno che ora diventa immagine reale.

La festa si concluderà indicativamente in serata, ma il significato va oltre la cronaca. Vicenza non sta semplicemente celebrando una promozione: sta riaffermando il proprio posto, sportivo e identitario.

Perché alcune vittorie si festeggiano.

Altre restituiscono appartenenza.

A Cura di Valentina Ruzza

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