sabato 19 settembre 2026 Valentina Ruzza
Il derby del Vicenza è cominciato a Fellette, davanti a più di cinquecento tifosi. Quelli che domani non potranno essere al Bentegodi e che hanno scelto la rifinitura per consegnare alla squadra l’ultimo abbraccio prima di Verona. Fabio Gallo li ha ringraziati, ma non ha nascosto l’amarezza: «Difficile trovare le parole per giustificare la non presenza dei nostri tifosi». Poi il campo, perché al Bentegodi servirà soprattutto quello: carattere, equilibrio e la capacità di soffrire senza perdere identità.
La vigilia biancorossa è stata segnata proprio dalla risposta del pubblico. Più di 500 sostenitori si sono presentati all’ultimo allenamento per stare vicino alla squadra prima di una partita che, per loro, avrà il sapore amaro dell’assenza. «L’abbraccio prima di partire è stato bello come sempre – ha spiegato Gallo –. I nostri tifosi si sono sempre distinti per educazione, rispetto e tifo. Mi dispiace molto, perché erano nove anni che Vicenza non assisteva a un derby». Una cornice che il tecnico ha provato a vivere con equilibrio: «Ho cercato di fare il moderatore, ma il mio pensiero sulla decisione ce l’ho».
La notizia più importante sul fronte squadra riguarda Giulio Pellizzari. Il giocatore non sarà a disposizione per un problema al piede. Un’assenza che costringe Gallo a rivedere alcune soluzioni, proprio mentre il Vicenza sta ancora cercando una fisionomia definitiva dopo un’estate di profondi cambiamenti. «Avevamo messo in preventivo questa situazione cambiando dieci giocatori – ha sottolineato il tecnico –. Stiamo lavorando per trovare un assetto concreto e definitivo».
Il tema, alla vigilia, è soprattutto l’equilibrio. Nelle ultime uscite il Vicenza ha mostrato qualità, ma anche qualche difficoltà nella gestione delle preventive e delle transizioni. Gallo non lo nasconde: «I fatti hanno detto che la squadra ha sofferto soprattutto nelle preventive, sicuramente non saremo perfetti». Da qui l’indicazione per Verona: «Servirà una prestazione di carattere e dovremo essere capaci di soffrire in modo organizzato, sfruttando quello che il Verona concederà».
Non sarà però un Vicenza chiamato ad abbassarsi per novanta minuti. Gallo vuole una squadra attenta, non passiva. «Per quello che abbiamo fatto vedere è suonato un campanello d’allarme, perché siamo andati troppo all’arrembaggio. Però cercheremo di non arroccarci in difesa». La partita, insomma, dovrà essere letta con maturità, alternando pressione e gestione, senza perdere coraggio.
C’è poi il capitolo Leverbe. Il difensore non ha nascosto il fastidio per la panchina, ma per Gallo non c’è alcun caso. «Non penso abbia perso posizione. La titolarità è arrivata a discapito di un compagno che era dietro, non ho messo la croce addosso a nessuno. Se è incazzato mi fa anche piacere». Un messaggio chiaro: la concorrenza resta aperta e la reazione del francese viene letta come un segnale positivo.
Il Vicenza arriva così al derby con una certezza e una ferita. La certezza è quella di un gruppo che vuole crescere e trovare stabilità. La ferita è un Bentegodi senza il sostegno dei suoi tifosi. L’ultima immagine della vigilia, però, resta quella di Fellette: oltre cinquecento persone strette attorno alla squadra. Domani non saranno sugli spalti, ma il Lane proverà comunque a portarsi dietro quella spinta.